18 Agosto ’46, Strage di Vergarolla: i partigiani di Tito uccisero più di 100 italiani

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Domenica 18 agosto 1946. La guerra è finita da pochissimo e l’Istria è occupata dai partigiani comunisti del maresciallo Tito. Da anni è in atto la stagione del terrore e della pulizia etnica ai danni degli italiani. Il “lungo esodo” è già iniziato. Ma non da Pola che, ancora, è amministrata dalle truppe britanniche. La morte – con le sue conseguenze di terrore e fuga – in questa città viene portata a Vergarolla, una famosa spiaggia gremita di partecipanti in occasione delle locali gare di nuoto.

Inizia tutto con un grande boato: scoppiano alcune mine antinave incustodite. Vengono letteralmente polverizzate intere famiglie, il mare si tinge di rosso al punto che per molto tempo nessuno mangerà più pesce: più di un centinaio i morti, di cui solo 64 identificati. Altrettanti i feriti. Non mancano gli atti di eroismo: il dottor Micheletti perde i due figli, ma continua a prestare soccorso per oltre 48 ore. Sarà poi esule, per non trovarsi un giorno a “curare gli assassini della sua prole”.

di Eccerob Homodel

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