Di una Chiesa così non sappiamo cosa farcene

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di Aldo Grandi – giovedì, 8 agosto 2019

Anche il vescovo di Pistoia, monsignor Tardelli, è uscito allo scoperto e ha rivelato il suo pensiero: critiche al decreto sicurezza bis, ma, soprattutto, l’aberrazione di dire che una legge può essere ingiusta anche se votata dalla maggioranza dei rappresentanti del popolo e, quindi, a tutti gli effetti rispettosa dei dettami costituzionali e dei desiderata della maggioranza. Il vescovo di Pistoia, città dove i comunisti non hanno mai mangiato bambini, ma ben altre succulente prelibatezze nei loro decenni di governo a senso unico, crede che la stragrande maggioranza dei suoi fedeli sia ostaggio di un partito, la Lega e di un uomo, Matteo Salvini, paragonabili, come fanno gli imbecilli di una Sinistra devitalizzata e contronatura, al fascismo di un secolo fa. Menomale che non siamo praticanti, altrimenti avremmo faticato non poco a digerire il rospo sputato dall’alto prelato che già in passato aveva faticato a prendere posizione nei confronti di don Massimo Biancalani, quello che portava i suoi ospiti sbarcati clandestini sulle nostre spiagge, a fare il bagno in piscina e che ha ridotto la sua chiesa ad una sorta di ostello per la gioventù. Di pelle nera.

Vorremmo ricordare all’arcivescovo di Lucca anche lui, come quello di Lucca appena arrivato, discepolo se non, addirittura, apostolo dell’omino bianco d’Oltretevere, che la Chiesa non si era mai inserita così a gamba tesa nella politica di uno stato estero, nemmeno ai tempi del divorzio e dell’aborto. Aggiungiamo anche che prese di posizione così forti come in difesa di tutti coloro che arrivano dai quattro angoli della terra e che noi, poveri stupidi egoisti, consapevoli delle nostre radici e delle nostre possibilità, non vogliamo accogliere, non ci sono mai state, ad esempio, nei confronti del movimento Lgbtq, della schifosissima teoria Gender, delle adozioni omosessuali, dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, della medicina che riesce a modificare e ad offendere persino la natura in cambio dei soldi, della pedofilia dove decine di prelati hanno mostrato di avere l’anima più nera della tonaca che indossano.

Solo silenzio. Papa Bergoglio dov’era durante la dittatura dei generali in Argentina negli anni Settanta? Non ci sembra di ricordare sue particolari esternazioni di condanna di un regime che provocò decine di migliaia di morti. Facile, è la morale, alzare la voce ad ogni piè sospinto quando il governo contro cui si tuona è democratico, liberale e, soprattutto, vittima costante di mass media tutti orientati a Sinistra. Ci piacerebbe poter vedere il vescovo di Pistoia esprimersi con la stessa sicumera anche contro i veri crimini perpetrati nel mondo contro i fedeli cattolici di papa Bergoglio che sembra preferire tutte le altre religioni alla propria e aver ridotto la Chiesa a una sorta di agenzia di mutuo soccorso senza più radici né fondamenta.

Se noi fossimo Salvini e dovessimo vincere le prossime elezioni, la prima cosa che faremmo sarebbe far pagare alla Chiesa l’Imu sugli immobili. Tranquilli che sarebbe bastato alitare questa minaccia per calmare i bollenti spiriti degli apostoli di Francesco. Da non dimenticare che le chiese e le parrocchie sono sempre più vuote e frequentate, ormai, da over 65 o da giovani che vivono tra le nuvole e fuori dalla realtà. Arriverà un giorno in cui le chiese ospiteranno le moschee di un Islam ben più agguerrito, radicale e consapevole della propria forza.

Mai come in questo periodo storico la Chiesa appare spaccata al suo interno e capace di frastornare i fedeli tradizionali. Adesso è, paradossalmente, la Sinistra che è sempre stata anticlericale per definizione, a difendere il papa e la religione cattolica e soltanto per interessi politici perché a Sinistra, della Chiesa non è mai fregato alcunché. Così facendo, i gesuiti – ma non li avevano cacciati da tutte le corti europee? – riescono nell’intento di seminare confusione e debolezza ideologica allontanando sempre di più i veri credenti.

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