Sinistra dell’odio, Natalia Aspesi: ”Ho il diritto di fare una strage”

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“Se vincono i 5 stelle, mi sparo”, aveva detto un paio di anni fa. Ovviamente non l’ha fatto. In compenso Natalia Aspesi, firma storica di Repubblica, passa il tempo a “fantasticare ogni genere di crudeltà contro Salvini e Di Maio“. Non si fa troppi problemi ad ammetterlo e, in una lunga intervista all’Huffington Post, arriva addirittura a maturare pensieri estremi: “Anziché spararmi a causa loro, pian piano, ho maturato la fantasia di sparare a loro. Devo dire che la legge sulla legittima difesa mi è venuta incontro. Nessuno può più negarmi di imbracciare un kalashnikov. Sono vecchia. Sono sola. Sono gravemente turbata dalla condizione disperata degli italiani. Ho tutto il diritto di fare una strage“.

“Sono terrorizzata dagli italiani”. Nell’intervista all’Huffington Post non fa sconti a nessuno. Se la prende con Matteo Salvini e Luigi Di Maio e attacca chi li vota. “Più il Paese corre verso l’autodistruzione, più loro adorano i propri carnefici – tuona la giornalista – è come se si fossero trasformati in tanti piccoli lemuri che si precipitano entusiasti in fondo al burrone“. È sempre la solita solfa della sinistra radical chic che se la prende con la democrazia quando dalle urne non esce il partito da lei sostenuto. Lo stesso valeva quando era presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per cui dice di provare “una specie di avvilente nostalgia”. “Berlusconi non è stato un fascista – argomenta – non ha riportato l’odio nel paese. Non ha alimentato il sospetto per i diversi. Né il disprezzo per le donne, che sta crescendo in maniera pericolosa”.



Secondo la Aspesi, alla radice del boom della destra ci sarebbe l’emancipazione femminile. “Tutti questi fascistelli con la testa pelata sono diventati tali perché hanno perso il controllo sulle donne – dice – non riescono a perdonargli la libertà che hanno. Credono che il fascismo sia il modo per recuperare il dominio su di loro“.

Da qui, a suo vedere, il voto a Salvini: “Gli uomini sono furibondi. E in Forza Nuova, oppure nella Lega, il loro odio per queste donne diventa un ideale politico”. E il suo incubo peggiore è che il leader del Carroccio, un giorno, diventi presidente del Consiglio. “Nemmeno lui, in realtà, vuole governare. Ha una paura tremenda – spiega – a quel punto, dovrebbe smettere di andare in giro a mangiare polenta e mettersi a lavorare sul serio”.

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