TENDINE SULLE CROCI? Il PD deve mutare sigla in PPL

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È ormai necessario il cambio di sigla del PD. Si chiamerà PPL , ovvero Partito Plutocratico Laicista. Più che “democratico” infatti, l’attuale PD pare al servizio delle multinazionali, del capitalismo selvaggio e della omicida speculazione bancaria.

È chiaro che una struttura politica che voglia allinearsi all’impero del “dio denaro” non possa tollerare qualsiasi elemento di resilienza che possa frapporsi al brutale appiattimento delle coscienze, le quali, manipolate in modo assoluto, si prestano a qualsiasi porcata finanziaria, a qualsiasi sudditanza verso il signoraggio bancario. Ecco perché la componente laicista che infesta il Partito Democratico, giunta ai livelli delle tendine automatiche che coprono le croci nel cimitero, non è poi così grottesca. Fa parte del grande progetto universalista che piega a se stesso qualsiasi individualità o rilievo storico. Tutto deve essere appiattito sotto l’avanzata del bulldozer mondialista degli interessi trasversali.



La croce dà fastidio. È un elemento di forte resistenza, di controtendenza agli appetiti umani governando i quali si governa l’umanità intera. La croce spiega all’uomo che siamo nati anche per soffrire e quindi possiamo combattere contro l’ingiustizia, possiamo combattere contro la seduzione del denaro, possiamo combattere contro i mercanti che entrano nel Tempio.

Questi mercanti che Cristo cacciò dal tempio, vogliono fare in modo che il loro bulldozer abbatta ogni tempio, perché il tempio è lo spazio del sacro, nel quale le persone non sono merci e puri numeri come vogliono loro. Il tempio è uno spazio che lascia libero il cuore dell’uomo dal profano. Il profano è ciò che, etimologicamente, sta davanti al Tempio e viene appunto interrotto dallo spazio riservato al sacro. Il mondialismo finanziario non tollera interruzioni alla propria azione. Ed è per questo che alcuni politicanti, evidentemente manovrati da oligarchie di plutocrati, contribuiscono a far digerire alla collettività qualunque eccesso, qualunque sproposito, di fronte al quale ci sarebbe solo da ridere. Non è questo il loro scopo, non è far ridere, ma insegnare poco a poco che tutto deve essere livellato, uniformato, privato di rilievi storici, omogeneizzato in modo da spalancare le porte alla manipolazione integrale della merce uomo.

In modo curioso, tuttavia, la macchina rossa tende la mano ad una religione in particolare, a quella religione che desidera sottomettere il mondo intero. La religione dei “muslim”, dei sottomessi, probabilmente viene letta come potente alleato nella disgregazione dell’occidente, nella disgregazione della cristianità, nell’annullamento delle specificazioni culturali, in quanto tutto deve venir ricondotto ad una ideologia monocratica che distrugge le ragioni degli individui.

L’Islam ha una potente funzione di livellamento dei quadri sociali, così come vogliono le sinistre che desiderano portare tutti ad una povera eguaglianza forzata. Le sinistre desiderano attuare quel consumismo becero e livellato, dove circolano merci di bassa qualità a basso costo, che unite alle speculazioni finanziarie fruttano un accumulo spaventoso di ricchezze nelle mani di pochissimi. Allo stesso modo nel mondo islamico vivono i califfi come nababbi mentre il popolo vive ai limiti della sopravvivenza. E questo popolo reso ignorante dalle scuole coraniche, viene oltretutto persuaso, con un’operazione di mistificazione assoluta, che l’affamatore è l’occidente cristiano (oramai assai poco cristiano) e non i loro aguzzini che signoreggiano in nome della “sottomissione”.

Peccato che le sinistre, nella loro mentalità guastata dal marxismo che concepisce unicamente l’homo oeconomicus, diano poco peso all’aspetto spirituale dell’Islam. Non si accorgono che le fede di quest’ultimo è davvero forte e determinante e arriverà il momento in cui anch’essi, da alleati, diventeranno nemici e verranno spazzati via proprio da quella cultura che oggi stanno follemente proteggendo.

Francesco Corsi



   

 

 



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