Garante boccia “padre e madre”. Alemanno: “Soro si deve dimettere”

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“Non è accettabile l’iniziativa del Autorità garante della Privacy che ha “bocciato” il ritorno dei termini “padre” e “madre” nei moduli per il rilascio le carte d’identità dei minorenni. Dietro ad una valutazione tecnica sul trattamento dei dati personali si nasconde infatti una presa di posizione di natura prettamente politica e valoriale. Scrivere “Genitore 1” e “genitore 2” al posto di padre e madre deriva da una volontà politica di sottomettersi all’ideologia gender che ha sempre caratterizzato i Governi di centrosinistra senza alcun riscontro nel dettato della nostra Carta costituzionale. Se il Presidente Antonello Soro non se rende conto, oppure, ancor peggio, ha intenzionalmente permesso un tale errore, significa che non è all’altezza di fare il Presidente dell’autorità garante della privacy e per questo di deve dimettere da tale incarico. Siamo stanchi di subire attacchi ai nostri valori tradizionali in nome del politicamente corretto e le autority, per il loro ruolo di organismi indipendenti e neutrali, non possono essere strumento per questi attacchi.”

Lo dichiara Gianni Alemanno segretario MNS

COMUNICATO STAMPA

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