Scuola: come è stato generato il “bullo perfetto”

Le immagini circolanti in internet e trasmesse anche dai principali TG che mostrano le aggressioni agli insegnanti da parte degli studenti, dimostrano il fallimento di una scuola che allontana i crocifissi dalle aule scolastiche e contemporaneamente sostituisce il Natale con la festa dell’inverno e con la meditazione yoga. Una scuola sensibile al gender (l’ideologia di chi sostiene che il sesso non è determinato dal dato biologico, ma dall’umore mattutino) e alle discriminazioni sessuali, ma incapace di reprimere il bullismo e di educare alla legalità. Nel passato tali episodi erano semplicemente inconcepibili.

“Grazie” a molteplici fattori: scuola pubblica ancora ebbra di sessantotto, sostituzione del docente unico (maestro) con pletora di insegnanti femminili quasi pari agli alunni, smantellamento della figura paterna operata dalle lobby lgbt con frange dello stato, e permissivismo dei genitori, hanno finito con il generare il bullo perfetto.

Il vero problema? La sparizione dell’educazione da parte della scuola e in primis della famiglia! Educare significa “condurre”. Dove? Alla verità, al senso delle cose, al senso della vita. Amletico dubbio: ma quale educazione è possibile se abbiamo proclamato che non esiste la verità, non esiste il giusto e lo sbagliato, il bene e il male e la vita non ha senso? Poi ci lamentiamo che le scuole e le famiglia pullulano di “bulli erranti” che vagano senza bussola nei procellosi mari della vita.

Gianni Toffali

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