Il documento di Soros: la lista dei 14 parlamentari italiani “affidabili”

Ci sono 14 parlamentari italiani giudicati “affidabili” da Open Society, la fondazione del magnate ungherese Goerge Soros attivissima nelle politiche a sostegno di profughi e immigrazione. Soros viene considerato il maggiore sponsor mondiale della “invasione” dell’Occidente, qualcuno parla addirittura di “sostituzione etnica”. E il dossier segreto sui suoi rapporti con l’Europarlamento di Strasburgo, di cui parla Maria Giovanna Maglie su Dagospia, proprio per questo suona assai inquietante.

Nel documento, filtrato da Open Society, si fa riferimento con nomi e cognomi a 14 europarlamentari italiani: 13 sono del Pd e uno della Lista Tsipras.

Del Pd sono Brando Maria Benifei, Sergio Cofferati, Cecile Kyenge, Alessia Mosca, Andrea Cozzolino, Elena Gentile, Roberto Gualtieri, Isabella De Monte, Luigi Morgano, Pier Antonio Panzeri, Gianni Pittella, Elena Schlein, Daniele Viotti. Della Lista Tsipras è Barbara Spinelli. Tutti loro rientrano nel “gruppone” di politici giudicati ottimi partner strategici da Soros e compagnia terzomondista, 226 parlamentari su 751, più 7 vicepresidenti, decine di coordinatori e di questori, i membri di 11 commissioni e 26 delegazioni.

Tra gli “amici” ci sono anche 38 esponenti del Ppe, 36 del Partito Liberale, 34 della Sinistra nordica e a addirittura 7 tra Conservatori e Conservatori e riformisti europei. “Pratica lobbistica classica”, sottolinea la Maglie, anche se qui non si sta parlando di sostegno a questa o quella attività economica ma di un complicatissimo, difficilissimo esperimento sociale, economico, culturale. L’Europa sta ridisegnando la sua immagine e il suo futuro, e il sospetto che tutto questo non solo sia reso obbligato dalle migrazioni di massa, ma anche favorito da qualcuno che nel business dell’accoglienza ha più di qualche interesse rende il tutto decisamente preoccupante.

Non a caso Open Society Foundation si propone di “far accettare agli europei i migranti e la scomparsa delle frontiere”, come reso noto da un progetto finanziato per 18 miliardi di dollari. E qualcuno, tra Stasburgo e Bruxelles, sarà pronto a fare sponda.

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