USA: sergente congedato per aver malmenato uno stupratore pedofilo

 

Congedato dall’esercito per aver malmenato lo stupratore di un bambino afgano. La nazione americana si sta stringendo attorno al sergente di prima classe Charles Martland, pluridecorato berretto verde con 11 anni di servizio nelle forze speciali e stella di bronzo per atti di eroismo, per una storia che ha sconvolto gli Stati Uniti.

Charles-Martland-soldier

I fatti risalgono al 2011. Il sergente Martland, è rischierato in un remoto avamposto dell’Afghanistan quando riceve la visita di una donna: è stata picchiata. Suo figlio di dodici anni è stato legato e violentato dal comandante della polizia locale. La donna racconta la storia anche al comandante del rischieramento dei reparti speciali, Daniel Quinn. I berretti verdi decidono di recarsi con un medico a casa della donna: la visita conferma la violenza sessuale subita dal bambino.

Lo strupratore ha un nome: Abdul Rahman, comandante locale della polizia afgana. Il racconto ai soldati americani, giunge all’orecchio del poliziotto che si reca a casa della donna e la riduce in fin di vita. L’episodio non passa inosservato. I berretti verdi decidono di intervenire e convocano l’uomo che conferma lo stupro ridendo e sminuendo la violenza sulla donna. La reazione di Martland è immediata: il berretto verde si scaglia contro lo stupratore. Il rapporto ufficiale parla di “strattonamenti” nei confronti del comandante della polizia locale, che è stato “invitato” a lasciare la base il più in fretta possibile. Abdul Rahman, fugge con i suoi uomini dalla base dei berretti verdi e racconta di essere stato malmenato al comandante di un altro avamposto americano che segnala l’episodio per via ufficiale.

Quinn e Martland vengono sospesi e richiamati in patria. Lo scorso anno l’Army Human Resources Command ha raccomandato la radiazione di Charles Martland dall’esercito per motivi disciplinari. Una decisione ufficiale, sarà assunta il prossimo primo marzo dall’ U.S. Army. Gli americani, intanto, hanno fatto quadrato attorno al soldato con una petizione che ha giù superato le 300 mila firme. Come è noto, anche il Congresso americano ha avviato un’indagine interna per appurare il comportamento dei militari americani sul dilagante abuso sessuale dei bambini in Afghanistan.

Afghanistan: Pedofilia nelle basi USA, militari costretti a tacere

Charles Martland non è un soldato comune. Nel gennaio del 2010 lui ed altri dodici berretti verdi scoprirono un avamposto talebano nella provincia di Kunduz ed ingaggiarono battaglia contro le forze nemiche. Per le azioni compiute quel giorno, Martland ricevette anche una menzione scritta inoltrata al Congresso dell’allora comandante delle forze statunitensi ed alleate in Afghanistan, il generale David Petraeus.

L’esercito americano ha già provato a “liberarsi” di Martland, avanzandogli la proposta di un congedo volontario a partire dallo scorso novembre. Proposta rifiutata e sentenza finale della commissione militare attesa per il prossimo primo marzo. A sostegno di Martland, oltre a quanti hanno firmato la petizione, si sono schierati le principali testate del paese, numerosi politici americani e tutti i candidati alla presidenza.

L’American Center for Law and Justice, intanto, pretende un’inchiesta ufficiale a tutti i livelli per stabilire “l’inquietante motivo che ha permesso alle forze afgane di abusare sessualmente dei bambini, nel silenzio degli Stati Uniti”.

Franco Iacch  -  -  il Giornale



   

 

 

Commenti chiusi

ImolaOggi.it
è on line dal 1997 senza sponsor, banner pubblicitari o click bait.
Da Giugno 2015, per conservare autonomia e indipendenza, c’è bisogno anche del tuo contributo.

IBAN: IT78H0760105138288212688215

Donazione con PostePay
5333 1710 1181 9972
codice fiscale MNCRND56A30F717K

oppure fai una donazione con PayPal

Consigliati

Avvertimento al mondo: la follia degli USA e della NATO

Barack Obama, Anders Fogh RasmussenHerbert E. Meyer, un pazzo che per un periodo aveva  occupato il ruolo di assistente speciale del direttore della CIA durante l’amministrazione Reagan, ha scritto un articolo invitando all’assassinio del presidente russo Vladimir Putin. Se dobbiamo “farlo uscire dal Cremlino con i piedi in avanti e un foro di proiettile nella nuca, non avremmo problemi”.

Siamo in balia di criminali pronti a “schiacciarci” letteralmente per i loro interessi

merkel-draghi... ‘tu puoi mettere i tuoi piedi sul collo dei greci, se è quello che volete”. Ma dovete mandare un messaggio di rassicurazione all’Europa e al mondo che lo farete insieme e non divisi mentre date questa lezione ai greci.  Li schiacceremo’ era l’atteggiamento di tutti loro

Le pubblicazioni sul Sito Imolaoggi.it non hanno alcun carattere di periodicita'              © 2016 Imola Oggi. All Rights Reserved. Accedi -