Natale: la tradizione cristiana degradata ad abietta propaganda “umanitaria”

di ERNESTO MICETICH

Ormai l’arrivo del natale mostra sempre piú impietosamente come a furia di propagandistici martellamenti invitanti a melliflui abbracciamenti universalistici le cateratte dell’intelligenza sono state aperte e un diluvio di mortifera imbecillitá ha cominciato inesorabilmente ad abbattersi sulla nostra povera navicella sociale con conseguenze sempre piú disastrose.

Santena_presepepresepe con migranti e simbolo islamico – rossosantena.it

Il mese di dicembre infatti cammina tra i suoi fratelli malinconicamente avvolto di stracci buffoneschi che non hanno la gioiosa spensieratezza scanzonata del carnevale ma la tragica umiliazione di una grave serietá che non accorgendosi della sua idiozia impantana nella bigia fanghiglia del ridicolo questo momento del nostro calendario vissuto come eccelso da tutti gli italiani, compresi quelli come me che estirperebbero oggi stesso dall’almo seno della Patria il purulento bubbone vaticano.

Era troppo poco infatti dover resistere alla scellerata fauna delle perfide arpie dell’avido commercio sempre in agguato per strappare con il ricorso di ammaliatrici astuzie pubblicitarie quell’aureola di fulgida religiositá che ci spronava ad accoglierlo nella purezza dei nostri cuori protesi verso alte considerazioni d’indole spirituale!

Certo, non ho nessuna intenzione di cadere nella pozzanghera di quella patetica illusione con la quale spesso c’inganniamo e finiamo per credere che in altri tempi le persone a natale si trasformavano in chissá che laghi d’acqua santa ambulanti; l’essere umano infatti, pur cambiando le epoche é in fondo sempre lo stesso e una tensione verso l’aspetto materialmente godereccio non é mai stata del tutto assente tanto che se ad esempio scruto tra le tenebre del passato fino ad arrivare al tempo di Dante m’imbatto nell’opera poetica di Folgore che dedica a dicembre un sonetto infarcito di versi ben poco ascetici “e l’oste inebriato e catellano, / e porci morti e finissimi cochi, / ghiotti morselli, ciascun béa e mandochi: / le botte sian maggior che San Galgano. / E siate ben vestiti e foderati / di guarnacche, tabarri e di mantegli / e di cappucci fini e smesurati;”.

Ma almeno fino a pochi anni fa, prima cioé che si abbattessero su questa amata e sventurata Italia le innumerevoli orde allogene a piagare con la loro presenza ogni momento della nostra vita sociale e turbare la serafica naturalezza con la quale eravamo semplicemente noi stessi, la lotta era solo una tensione tra l’alto e il basso, tra l’aspetto religioso e quello materiale… tra il Purgatorio e il Paradiso… e basta! Adesso che invece regna sovrana l’utopica follia di un paese per tutti, dove per il delirio mondialista la compresenza di etnie e culture vomitate dalle piú remote e orride regioni del pianeta non significa un’angosciosa discesa nello stesso inferno delle squallide cloache sparse intorno all’Europa ma un paradisiaco luogo di crescita e mutuo arricchimento, ecco che appare quale terzo elemento in lizza un sorciume umanoide che spavaldamente erompe ormai dalle oscure fessure della storia rosicchiando e piagando (anche) la ieratica sublimitá di questa suprema ricorrenza. Anzi, diciamoci la veritá! Ormai la vera attrazione dicembrina non é nemmeno piú lo sfarzo di luci e decorazioni, con le quali ancora si adornano, (ma come una fastidiosa obbligazione mal eseguita) le nostre cittá e l’accogliente calore di un’intimitá domestica purtroppo sempre piú senescente a causa del tracollo demografico che ci condanna all’estinzione, ma vedere fino a che punto puó arrivare la balordaggine di quella strampalata masnada di esseruncoli traditori della Patria. In questo 2015 ad esempio abbiamo varie notizie che secondo me ci dicono chiaramente che ormai al tracollo finale manca veramente poco.

Ancora dicembre non aveva bussato e la balordaggine era giá al lavoro Imola Oggi 28 novembre 2015 “A Fonte Nuova, Comune di trentamila abitanti alle porte della Capitale, alla materna Peter Pan il presepe si farà, ma in versione inedita: senza Gesù Bambino. I Re Magi, in compenso, avranno le sembianze di tre migranti. Proteste e polemiche anche qui.

Questa prima di essere un’iniziativa babbea é un crimine, un delitto in quanto contamina le menti dei bambini appena sbocciati alla vita con lo squallore di una vile propaganda a favore degli “intrusi del mare” messi pure, con grande stoltezza o impudenza, nelle parti dei Re Magi! Ma quelli portavano dei doni mentre questi vengono per mangiare a sbafo in casa nostra come spregevoli parassiti e al massimo possono darci oltre alla rogna della loro presenza la scabbia e qualche altra malattia.

A Torino intanto… Imola Oggi 12 dicembre 2015 “ Matteo Salvini e Carlo Giovanardi a impersonare asinello e bue con accanto un Roberto Cota ‘pecorella’ a vegliare su un Bambinello di colore sotto lo sguardo ‘amorevole’ di due Giuseppe. È la versione anti-Lega del presepe vivente organizzato oggi in occasione di un comizio a Torino del leader del Carroccio. L’iniziativa è di alcuni collettivi studenteschi e Arcigay. Tra i doni dei Re Magi anche preservativi. “Tradizioni per tutti, Salvini per nessuno”, lo striscione retto dagli angioletti.”… Abbiamo la sacralitá del presepe che viene usata per sfogare uno spregevole e osceno livore politico ed inoltre un Bambinello nero che é la riproposizione della solita cretinata (ma non gratuita perché la loro intenzione é riscrivere la nostra identitá per distruggerci meglio) del Gesú “afro”, come se fosse nato in una tribú del Burundi. E invece alla faccia loro era bianco come lo sono del resto gli Ebrei in quanto semiti. Esaú aveva i capelli rossi e anche il re Davide e non mi risulta che il rutilismo che é presente in grandi percentuali anche tra i sefarditi, lo sia pure tra le popolazioni “afro”!

Inoltre, visto che il termine Dio deriva da una radice ariana “div” che significa “luce”, “ció che splende” sarebbe perfino comico pensare che il figlio di Dio, che grazie alla penna di D’Annunzio “parlò nel silenzio degli evi, / bianchissimo sopra le nevi, / vestito di sua verità.” fosse nero.

E dalla Genova di Cristoforo Colombo ecco che il presepe assume la forma di una barca… anzi un barcone, ma non per evocare un’orgogliosa rimembranza del glorioso passato della cittá… ci mancherebbe altro! Ansa 20 dicembre 2015 (ma la notizia la prendo sempre da Imola) “Un Presepe particolare, con una barca spezzata posta sotto l’altare “per ricordare a noi in che acque navighiamo”. Lo ha realizzato don Porcile nella chiesa di Genova Sturla per non dimenticare “le vite spezzate di chi, qui da noi, non ce l’ha fatta” e “le vite stroncate di chi è partito da terre lontane, disperato, e nel mare ha trovato la tomba, o ha perso una persona cara”. L’originale composizione colpisce per la prua della barca, un gozzo spezzato a metà, posizionata sotto l’altare.”. Quindi anche qui la tradizione cristiana viene trascinata per i capelli dai zelanti sacerdoti dell’invasione della Patria e gettata nello stampo della loro abietta propaganda “umanitaria”. Del resto la propaganda regge le sorti del pensiero pubblico e se la Commissione Creel riuscí nel 1917 a trasformare nel giro di sei mesi il pacifico popolo americano in una massa di dementi guerrafondai ansiosi di mandare i loro figli a combattere in Europa… figuriamoci se non sanno come abbindolarci e indurci ad osannare la nostra stessa fine.

E per non dilungarmi ancora con le altre stravaganze natalizie (canzoni con strofe in arabo, calendari con minareti…i soliti censori della malora…) arriviamo pure all’ultima perla, nella quale si puó osservare pienamente il fondo dell’abisso contro il quale intende sfracellarci l’assurditá sincretistica. Questa viene dal Giornale, sempre del 20 dicembre 2015 “L’ultima follia buonista: moschee e imam nel presepe” di Matteo Carnieletto “A Spino d’Adda è stato allestito un presepe davvero singolare. Assieme a Gesù Bambino, alla Madonna e a san Giuseppe sono state inserite anche statuine che raffigurano imam, donne velate dal burqa e perfino moschee.” ed ecco la “ragionevole” spiegazione “Il pensionato ha spiegato così la sua iniziativa: “Per me il presepe significa famiglia, valori condivisi da tutti, anche nell’islam: dunque ho deciso di dare spazio ai musulmani. Non mancano i fedeli di Allah che vivono in paese che apprezzano questa mia scelta”.” che ovviamente é una sciocchezza perché il presepe é quello che é al di lá del suo personalissimo pensiero e appartiene a un ambito culturale oltre che religioso determinato dalla storia. Se lui vuole rappresentare un’ammucchiata familiare, allora la realizzi usando un diverso scenario (e magari spiegandoci pure perché esclude le altre religioni; con gli ebrei, i buddisti… non condividiamo dei valori? Non sono anche loro parte della nostra stessa famiglia?) ma non toccando questo che é parte del patrimonio collettivo della nostra nazione. Inoltre a pensarci bene questa sua bizzarria dovrebbe inferocire anche il mondo islamico perché il presepe raffigura l’inizio della nostra era, cioé l’anno 0 mentre la civiltá islamica comincia a segnare il tempo della sua esistenza a partire dal 622 d.C. (sempre del nostro calendario). Il ragliante anacronismo che la colloca nel momento della nascita di Cristo quindi, smentirebbe tutta la storia islamica, a cominciare dallo stesso ruolo di profeta espletato da Maometto.

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