“Leader assenti a Mosca. Oggi è finita l’Europa democratica”

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“L’Europa non era presente, a Mosca, alla celebrazione del 70-esimo anniversario della vittoria sul nazismo.
E’ una infamia che peserà per sempre sulla storia di questa Europa, che stringe le mani ai nazisti di Kiev, dopo averli portati al potere insieme agli Stati Uniti d’America.
Oggi è finita l’Europa democratica.
Era una festa anche per noi. Della nostra vittoria. Da oggi quella vittoria non è più nostra. Non ne abbiamo più diritto.
L’Occidente voleva isolare la Russia. Ma a Mosca c’era tutto il resto del mondo, a cominciare dalla Cina. Cioè l’Occidente si è isolato dal resto del mondo. Adesso siamo periferia. Che è quello che meritiamo di essere. Insieme a Varsavia, Kiev, Vilnius, Riga, Tallin.”

Lo scrive su facebook Giulietto Chiesa

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Alla parata di Mosca le sedie vuote dell’Europa

 

Voce della Russia
Diplomazie internazionali imbarazzate: partecipare o non partecipare alle celebrazioni della vittoria della Russia sul nazismo nella Seconda Guerra Mondiale? Dinanzi all’insostenibilità della tesi, prevalente sino a non poco più di un mese fa, d’ignorare il ruolo politico e militare della Russia nella sconfitta del nazismo, che avrebbe aggravato la tensione che si respira nei rapporti diplomatici fra Europa e Russia, oggi le cancellerie europee più importanti, agendo a geometria variabile, senza un accordo comune, vanno a Mosca non a stringere la mano, bensì a portare un gesto di saluto, con una chiave di lettura distensiva, ma certamente non comune a tutta l’unione Europea.

L’Italia, come al solito, per non dispiacere nessuno, ha scelto la consueta via di mezzo. Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, a margine di un convegno dell’Ispi, così si è espresso:

“L’Italia, come la Francia e altri paesi europei parteciperà” alla cerimonia di deposizione dei fiori alla Tomba del Milite Ignoto — al Giardino Alezandrovskij — e all’incontro al Cremlino domani, in occasione delle celebrazioni che si terranno a Mosca, nella giornata commemorativa del 70esimo anniversario della vittoria russa nella Seconda Guerra Mondiale, “perchè è giusto ricordare l’enorme contributo che l’allora Unione Sovietica ha dato alla liberazione dell’Europa dal nazifascismo e le milioni di vittime russe”.

L’Italia, però, prosegue Gentiloni, “non parteciperà alla parata militare — che aprirà le celebrazioni — perchè è altrettanto giusto dare un segnale di distinzione rispetto a quello che è successo nell’ultimo anno con l’annessione della Crimea e con le tensioni in corso a est dell’Ucraina”.

Alla parata del 9 maggio, la più grande nella storia della Russia contemporanea, a cui prenderanno parte 15 mila soldati, 200 mezzi militari e 143 tra aerei ed elicotteri sarà presente con le stesse modalità del ministro Gentiloni, anche il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius.

Mentre la Cancelliera tedesca, Angela Merkel, effettuerà una visita ufficiale a Mosca il giorno successivo, 10 maggio. Le commemorazioni della vittoria sovietica sulle truppe hitleriane hanno portato in Russia anche il Ministro degli esteri tedesco. Ricevuto dal suo omologo Lavrov, il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, ha reso omaggio a Volgograd, la Stalingrado di sovietica memoria, ai caduti dell’omonima battaglia che segnò le sorti del secondo conflitto mondiale, e ha espresso il cordoglio del popolo tedesco: “Chiedo perdono a nome della Germania per le incommensurabili sofferenze che i tedeschi portarono qui, in questa città e in tutta la Russia, in tutte quelle parti dell’ex Urss che oggi costituiscono l’Ucraina e la Bielorussia e in tutta l’Europa.”

Alle celebrazioni nella capitale russa parteciperanno 30 capi di stato e di governo, come riferisce Dmitri Peskov, portavoce di Putin. Tra essi spicca la presenza del presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, a conferma di un rapporto sempre più stretto fra Cina e Russia, ma anche la partecipazione di Raul Castro, presidente della Repubblica di Cuba.

Saranno presenti alla parata anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, il presidente della Repubblica dell’India, Pranab Mukherjee, il presidente della Repubblica di Serbia, Tomislav Nikolic e il premier greco, Alexis Tsipras.

Da parte sua, l’ex presidente dell’Urss, Mikhail Gorbaciov, condanna le assenze dei leader occidentali come un “segno di disprezzo” verso chi ha combattuto subendo forti perdite e ritiene che la scelta della Cancelliera tedesca, Angela Merkel, di andare nella capitale russa senza però assistere alla parata sia frutto delle pressioni Usa.

 



   

 

 

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