Il Venezuela non si piega agli USA, Obama firma una serie di sanzioni

Il presidente Barack Obama in visita ad un giacimento di petrolio e di gas in New Mexico per promuovere la sua politica energetica

 

Il via libera di Barack Obama a una serie di sanzioni contro il Venezuela per violazioni dei diritti umani apre una nuova profonda frattura tra i due Paesi.
Il presidente americano ha firmato un ordine esecutivo che impedisce a 7 funzionari del governo venezuelano di entrare negli Usa e congela i loro asset americani. Si tratta solo dell’ultima ‘puntata’ della crisi delle relazioni tra Washington e Caracas, tra accuse di golpe e reciproche ritorsioni.

Ecco le principali tappe del braccio di ferro nell’ultimo anno: – 3 marzo 2015: il presidente Nicolas Maduro introduce l’obbligo di visto per i cittadini americani e impone il pagamento della stessa cifra richiesta ai venezuelani per recarsi negli Usa.
– 21 febbraio 2015: il sindaco di Caracas, Antonio Ledezma, viene arrestato con l’accusa di aver organizzato un golpe sostenuto dagli Stati Uniti per rovesciare il governo.
– 14 febbraio 2015: il governo venezuelano annuncia di aver sventato un colpo di Stato.
– 12 dicembre 2014: Barack Obama annuncia di aver in programma l’approvazione di sanzioni contro il Venezuela per la violazioni dei diritti umani nel corso delle proteste anti-governative.
– 31 luglio 2014: il Dipartimento di Stato Usa impone restrizioni sui viaggi per funzionari venezuelani considerati responsabili di abusi di diritti umani.
– 22 maggio 2014: il segretario di Stato Usa, John Kerry, accusa Maduro di aver fallito nel negoziare con l’opposizione e avverte che il Congresso e’ pronto ad approvare sanzioni economiche.



   

 

 

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