Brescia: Sposa un islamico credendolo integrato, finisce a schiaffoni e cinghiate

picchiare

 

Brescia – Sposa un immigrato nordafricano in Italia da 30 anni, lo crede integrato, lui ha un buon lavoro e dall’unione nascono quattro figli. Le differenze culturali e religiose – il marito è un musulmano osservante – non sembrano un problema. In realtà, nel giro di qualche anno il conflitto esplode. Storia di una coppia mista naufragata e finita in tribunale. E non solo per la separazione.

Come scrive il giorno, l’uomo, un medico cinquantenne, è a processo per maltrattamenti, stalking, calunnia e diffamazione. La ex e i vicini hanno sporto una pioggia di denunce. La donna ha raccontato di aver vissuto vessazioni e scontri frontali con il marito che aveva cercato di piegare la famiglia a uno stile di vita talebano. Insofferente alla “troppa” libertà praticata in Occidente, l’uomo non digeriva che la compagna lavorasse, uscisse, affidasse i figli ai vicini – additati come pedofili – e giudicava insopportabile che i famigliari si cibassero di alimenti proibiti dal Corano. Stando alla signora i dissidi venivano risolti a schiaffoni e cinghiate per tutti. Le prime denunce sono del 2008.

L’on. Giovanna Martelli: “Promuovere il linguaggio di genere è un passo importante per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne (!!!) 

Mediare è stato impossibile – ha testimoniato il comandante dei carabinieri di Salò, luogotenente Alfredo Negro – Lui era ostile. Ci chiamava di continuo per lamentare che la moglie abbandonava i figli. Ma non era vero. Per controllarli, nonostante avesse un ordine di protezione, si era insediato in una casa di fronte a quella coniugale”. Il pm Cassiani ha chiesto una condanna a 2 anni e 5 mesi. Solo lo stalking – non erano state disposte intercettazioni – non è stato ritenuto provato. Una conclusione da cui si è discostata la parte civile: “La mia assistita non poteva più autodeterminarsi”, ha stigmatizzato l’avvocato Cristina Guatta. La difesa però, che spinge per l’assoluzione o la riqualificazione dei maltrattamenti in abuso di mezzi di correzione, pensa alle attenuanti: “Un marito islamico è stato messo fuori casa, ha scoperto che la ex aveva una nuova relazione e da quel momento si è prefisso di dimostrare che lei fosse una cattiva madre – lo ha giustificato l’avvocato Ennio Buffoli – Il suo era un modo di esercitare un controllo forte in linea con la sua mentalità”. Sentenza il 10 aprile.



   

 

 

4 Commenti per “Brescia: Sposa un islamico credendolo integrato, finisce a schiaffoni e cinghiate”

  1. Donne imparate quello che vi capita se sposate un mussulmano. Siamo solo all’inizio perchè il fondamentalismo islamico si sta facendo più aggressivo e l’integrarsi di questi fanatici non potrà mai accadere. Per loro la donna è solo una schiava e tale la trattano. Bisogna essere delle imbecilli finire nell’inferno mussulmano.

  2. meno male che è un medico perciò dovrebbe avere una buona cultura invece riemergono le radici del paese retrogrado e diventa un perfetto deficiente Ragazze è sempre buono il proverbio moglie e buoi dei paesi tuoi

  3. Le esperienze fatte dalle altre italiane che hanno creduto alle parole di simili personaggi, non sono bastate ? Lei credeva di poterla passare liscia ? Dovrei dire che ben le sta ma non lo dico e spero che serva( ho i miei dubbi) ad altre “stronze” italiane che credono nell’integrazione !

  4. miriam samari

    All’inizio sono bravissimi corteggiatori, gentili ed educati, molto più degli italiani. Ma prima di sposarne uno bisogna leggere il Corano da cima a fondo (ci sono le traduzioni approvate dagli stessi musulmani); il Corano è legge indiscutibile, e dice che la donna è inferiore all’uomo e il marito ha il diritto di picchiarla. Questa è la verità, tutto il resto sono parole mistificatrici. Fa parte della strategia dell’Islam rifiutare l’integrazione, ma nascondere nel contempo la vera realtà. Parlo per esperienza e cultura (sono laureata anche in scienze religiose). Le donne italiane sono molto ambite dai musulmani, perchè sono due volte preda di guerra: presa di possesso umano (una donna è una loro proprietà), e marchio dell’Islam sulla prole. Il matrimonio con una bianca è uno stupro etnico legalizzato. Nessun musulmano, nemmeno il più colto, accetta un figlio non musulmano. Piuttosto lo uccide. E’ inutile foderarsi gli occhi: l’Islam è razzista nel midollo (leggete sempre il Corano che ve lo confermerà), non accetta assolutamente, anzi proibisce, il dialogo e l’integrazione. Donne, stiamo attente: perchè nell’inferno della vita con un musulmano, non vi difenderà nessuno: sarete completamente alla mercè di un uomo, non conterete più nulla; e con i loro deputati in Parlamento, che noi paghiamo, avremo poche difese anche dalla legge italiana.
    Se un uomo musulmano vi dice che queste cose non sono vere, prendete in mano il Corano: vedrete che dico la verità; ancora nel Corano è scritto che è solamente con la menzogna sulle loro vere intenzioni che ci conquisteranno: è una strategia premeditata, lecita, consigliata; anzi è legge. Ricordatevelo. Studiate prima di lasciarvi coinvolgere dalle belle parole, promesse, attenzioni e galanterie. Se io, che ho due lauree, mi sposo con un musulmano, non sarò più nessuno, non potrò prendere nessuna decisione nè su di me nè sui miei figli; perchè oltre al marito, che detiene per legge il comando in famiglia, c’è la suocera, magari analfabeta, che ha diritto di imporci le sue scelte. Noi non avremo più niente da scegliere. Per favore, leggete il Corano con attenzione estrema: e ricordatevi che per loro è l’unica legge cui obbedire; se le nostre leggi contrastano il Corano, un musulmano deve obbedire solo ed esclusivamente ad esso, non alle nostre leggi. Forse è difficile immaginare una mentalità così diversa e perversa; ma il nostro errore è credere che siano civilizzabili: non lo vogliono assolutamente, perchè convinti che le lo barbarie (lo volete un filglio circonciso?) siano superiori a qualunque altra legge. Non cambieranno mai idea. Mai.

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