Elezioni in un Paese in guerra! Una guerra economica, ma sempre guerra è

Elezioni in un Paese in guerra! Una guerra economica, ma sempre guerra è.
La culla della civiltà europea c’è dentro fino al collo, l’Italia con i piedi.

poverta-grecia

Nel protettorato tedesco, la gioventù è bruciata. La crisi è irreversibile. La gente ha perso tutto, anche il sorriso. Dopo sei anni di austerità che ha bruciato un quarto del Pil, domenica si va alle urne.
Le politiche suicide internazionali ed europee adottate in Grecia? “Definirle ‘fallimentari’ è un eufemismo”, dice Armando Manocchia.

Questi pochi dati documentano e denunciano i crimini e gli orrori commessi dalla Troika. Gli atti, i fatti, le testimonianze, i documenti le immagini non hanno bisogno delle parole che tutti i giorni incrociamo sul web, non sono soggette ad analisi, interpretazioni ideologiche o dottrinali. E soprattutto non sono opinabili, interpretabili o discutibili.

 Il 43% è l’aumento della mortalità infantile dall’inizio della crisi
Il 336% è l’aumento del numero dei bambini abbandonati in 5 anni.
200 mila, il numero di cervelli in fuga dallo scoppio della crisi.
Un milione di persone non ha accesso alla sanità pubblica.
Un numero imprecisato di bambini restano senza cure sanitarie essenziali
Lo scenario è doloroso e continua a generare “nuovi poveri” tra le nuove generazioni.
Chi già versava in una condizione di assoluta povertà, è destinato a rimanerci.
Stipendi e pensioni sono state tagliate del 30%
La disoccupazione ha raggiunto il 26%.
Il reddito medio di una famiglia, dai 24 mila euro di 5 anni fa è sceso a 19 mila.
In Grecia, si dà la priorità al cibo rispetto alle medicine.
E’ rispuntata la malaria.
I casi di Tubercolosi sono aumentati del 51%.
Le infezioni da Hiv del 15%.
Le cliniche private per i poveri e i medici volontari che prima della crisi curavano: poveri, barboni, immigrati e solo il 10% dei greci, ora questo dato è salito al 60%.
Il 40% della popolazione per un motivo o per un altro è escluso dall’assistenza del sistema sanitario nazionale.

Nella Grecia di Samaras, che fa culo e camicia con la troika, adotta il pensiero unico, parla lo stesso linguaggio, quello della speranza, delle promesse non mantenute e del rimandare le soluzioni, le vaccinazioni, che teoricamente dovrebbero essere gratuite per tutti, nella pratica non lo sono. Un bambino sprovvisto del’assicurazione sanitaria perché i genitori sono disoccupati non può essere vaccinato gratuitamente.

Sveglia gente! Siamo in guerra e in guerra si combatte!

Armando Manocchia



   

 

 

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