Iraq, patriarca caldeo denuncia: “Gli Usa non vogliono attaccare Isis a Mosul e Ninive”

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11 ago. – Il Patriarca caldeo di Baghdad e presidente della Conferenza Episcopale dell’Iraq, Louis Raphael I Sako, lancia un nuovo appello alla comunita’ internazionale, denunciando la situazione sempre piu’ “allarmante” per i profughi, costretti ad abbandonare le loro case in seguito all’avanzata delle milizie del Califfato islamico.

Nel testo, diffuso da AsiaNews, agenzia del Pontificio Istituto Missioni Estere, Sako critica la “mancanza di coordinamento internazionale” e definisce “deludente” la posizione assunta da Barack Obama e dal governo statunitense. E lamenta che “mentre il Paese e’ sotto il fuoco incrociato, i politici a Baghdad continuano a combattere per il potere“.

Secondo Sako, dunque, “la posizione del presidente statunitense Barack Obama di fornire solo assistenza militare per proteggere Erbil e’ deludente. E le continue voci di divisioni dell’Iraq rappresentano una ulteriore fonte di minaccia. Gli americani non sembrano voler garantire una soluzione rapida, che sia fonte di speranza, perche’ non intendono attaccare l’Isis a Mosul e nella piana di Ninive“. Viviamo, rileva il patriarca, “una situazione terribile e deprimente, destinata a continuare fino a che le Forze di sicurezza irakene non combatteranno a fianco dei Peshmerga (curdi) contro le milizie Isis”.

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Monsignor Sako teme che “Mosul non verra’ liberata e nemmeno i villaggi della piana di Ninive”. “Non vi e’ alcuna strategia concreta – osserva – per inaridire le fonti di potere le risorse di questi terroristi islamici. Essi controllano la citta’ petrolifera di Zimar e i giacimenti petroliferi di Ain Zalah e Batma, assieme a quelli di Al-Raqqa e Deir ez-Zor in Siria. I combattenti estremisti islamici si stanno unendo a loro da tutte le parti del mondo”

“Cresce in maniera esponenziale – fa sapere il patriarca caldeo nel suo appello – il fabbisogno di beni di prima necessita’”. “La morte e la malattia – scrive inoltre il presule – si accaniscono sui bambini e sugli anziani tra le migliaia di famiglie di rifugiati sparpagliate nella regione curda, le quali hanno perso tutto a causa dei recenti, tragici sviluppi; le milizie dell’Isis continuano la loro avanzata e gli aiuti umanitari sono insufficienti. Vi sono almeno 70mila sfollati cristiani ad Ankawa, assieme a membri di altre minoranze religiose di questa citta’ che ha una popolazione cristiana locale di oltre 25mila cristiani. Le famiglie che hanno trovato accoglienza nelle chiese o nelle scuole sono in condizioni soddisfacenti, mente quanti dormono tuttora per le strade o nei parchi pubblici sono in una situazione deplorevole…”.

Nei villaggi cristiani attorno a Mosul e fino ai confini della regione curda, descrive il patriarca Sako, “le chiese sono state svuotate e profanate; cinque vescovi sono al di fuori delle rispettive diocesi, i sacerdoti e le suore hanno abbandonato istituti e missioni, lasciandosi ogni cosa alle spalle, le famiglie sono fuggite con i loro bambini, e lasciandosi tutto il resto dietro di se’! Il livello del disastro – conclude sconsolato – e’ estremo”. (AGI) .



   

 

 

1 Commento per “Iraq, patriarca caldeo denuncia: “Gli Usa non vogliono attaccare Isis a Mosul e Ninive””

  1. Gli americani e gli altri occidentali non hanno alcuna voglia di bombardare i tagliagole a due zampe dell’ISIL, anzi……e poi per loro il nemico è quel cattivone di Assad !

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