Sartori contro la Kyenge: “Integrare non è assimilare. Tutti meticci? Mai”

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4 mar – Niente più Cécile Kyenge. E il politologo Giovanni Sartori, in un editoriale sul Corriere della Sera, tira un sospiro di sollievo. La Kyenge, “un ministro spuntato dal nulla e manifestamente incompetente in tema di integrazione”, un ministero “inventato per l’occasione” da Enrico Letta. Sartori temeva che Cécile fosse “una super protetta di chissà quanti colli e montagne. Per fortuna mi ero sbagliato, visto che non è stata inclusa nel governo Renzi”. Semmai, oggi, l’ex ministro si presenterà alle Europee. Ma questa è un’altra storia.

Contro lo ius-soli – Sartori non perde l’occasione per prendere la mira e “sparare sul ministro morto”, criticando le sue politiche e le sue idee. Premette che Cécile “non è più (come ha scritto l’autorevole Foriegn Affairs americano) una delle cento donne più potenti al mondo. Al momento si è solo manifestata come dogmatica fautrice dello ius soli e ora con il preannunzio di un libro”. Sartori approfitta dell’occasione per riflettere su ius soli e ius sanguinis, e ricorda: “Giuridicamente parlando, la cittadinanza italiana è fondata sullo ius sanguinis: siamo cittadini italiani se siamo nati in Italia da cittadini italiani”.

La giustificazione – Lo ius soli, la “soluzione opposta”, prevede che “si diventa cittadini del Paese nel quale entriamo e ci insediamo”. Una soluzione adottata storicamente, ricorda, “dai Paesi sotto-popolati”, che “adottano lo ius soli perché hanno bisogno di popolazione”. Per Sartori la “distinzione in questione è logica e storicamente giustificata”. Secondo le statistiche “i Paesi che adottano il criterio dello ius sanguinis sono ancora una maggioranza. Ma molti Paesi – sottolinea – sono oggi piccole isole sperdute nei vari oceani”.

“Tutti meticci? Mai” – Sartori ricorda poi alla Kyenge che “integrare non è lo stesso che assimilare, e che la integrazione in questione è soltanto l’integrazione etico-politica”. Per esempio, “per i musulmani tutto è deciso dal volere di Allah, dal volere di Dio. Qui il potere discende soltanto dall’alto. Per le nostre democrazie, invece, il potere deriva dalla volontà popolare, e quindi nasce dal basso, deve essere legittimato dal demos”. Infine l’ultima bordata: “L’ex ministro Kyenge ha dichiarato che siamo tutti meticci. Si sbaglia. Qualasiasi buon dizionario glielo può spiegare”. libero



   

 

 

3 Commenti per “Sartori contro la Kyenge: “Integrare non è assimilare. Tutti meticci? Mai””

  1. Carlo Alberto Ferrarese

    Finalmente del PD si è innalzata una voce che mi suona dolce agli orecchi. Non posso far altro che condividere il pensiero di Giovanni Sartori e trarre anch’io un sospiro di sollievo per la destituzione di un ministro inviso alla stragrande maggioranza della gente. Una donna spocchiosa che voleva dettar legge in un paese non suo, collocandosi in una posizione di privilegio senza avene il diritto. Solamente perché nominata da un governo illegittimo credeva di soverchiare le leggi della nostra Repubblica, Una donna venuta dal nulla che è stata portata alla massima notorietà da un’accozzaglia di persone al potere, persone nominate ma non elette, quindi al di fuori della legalità.

  2. Condivido!

  3. Giorgio Scoppitti

    Giovanni Sartori ha tutta la mia stima nelle dichiarazioni ultime che ha fatto in base all’operato dell’ormai ex-ministro Kyenge.
    Mai scelta è stata peggiore nell’attribuzione della carica di Ministro nella storia della Repubblica, e lo affermo non per razzismo becero, ma per puro buon senso. È mai possibile che costei si preoccupi così tanto dell’immigrazione in un paese travolto, come è attualmente, dalla più grave crisi economica che mai ci sia stata?

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