Eugenio Finardi a Bologna. Incontro con i ragazzi, concerto, e beneficenza per la Sardegna

Eugenio Finardi con il cd "Arcu 'e chelu"

Eugenio Finardi con il cd “Arcu ‘e chelu”

Due appuntamenti attendono Eugenio Finardi sotto le Due Torri, giovedì 19 dicembre.

Alle 10.30, il cantautore milanese incontrerà gli studenti delle classi quinte dell’Istituto “Enrico Mattei” di San Lazzaro di Savena, per un dibattito legato alle problematiche giovanili di ieri e di oggi.
E per lui, papà di una ragazza di 14 anni, Elettra, interrogarsi sul futuro dei giovani è prima di tutto una questione “di famiglia”: «Sembra che i giovani di oggi abbiano perso la speranza, e la capacità di sognare un cambiamento radicale e di lottare per riuscire ad ottenerlo. Mi pare che predomini un atteggiamento di rassegnazione. Quando ero giovane io era differente».
Che sia l’occasione anche per qualche consiglio musicale che li allontani dai soliti tormentoni da hit parade? «Mia figlia studia il violino da quando ha quattro anni, però apprezza anche la musica da discoteca. I giovani ascoltano di tutto, i giovani possono essere onnivori. Troppo spesso si confondono la felicità e il privilegio di fare musica con il successo. Ma è molto complicato inseguire un participio passato! Bisognerebbe piuttosto recuperare il piacere dell’amore per l’arte e per il bello, e di cercare di riprodurlo e di ricrearlo».

Alle 21.30, il concerto al Teatro Antoniano, tappa della sua tournée dal significativo titolo Nuovo Umanesimo.
«Bisogna rimettere al centro di ogni cosa l’essere umano, con la sua dignità e le sue capacità. Ed abbandonare questa idolatria del dio Denaro, che sta rovinando il mondo. Al punto da lasciare sciogliere i ghiacciai delle Alpi e dei Poli per permettere all’1 per mille della popolazione mondiale di arricchirsi in maniera oscena. Se la ricchezza e il benessere non vengono messi a servizio del bene comune e della ridistribuzione, non servono assolutamente niente. Nel nostro paese il 25% della popolazione vive in condizioni di emarginazione sociale e di povertà. E’ una situazione tragica, impensabile».

Finardi arriverà a Bologna dopo la presentazione ufficiale, al Teatro Dal Verme di Milano, di Arcu ‘e chelu, la compilation a scopo benefico nata dopo avere chiamato a raccolta 33 fra cantanti e gruppi, locali e nazionali, per aiutare la popolazione sarda vittima del recente nubifragio.
Gli Afterhours, Vinicio Capossela, Dente, i Negramaro, i Nomadi e Roberto Vecchioni sono solamente alcuni fra gli artisti che, a tempo di record, hanno messo a disposizione a titolo gratuito i loro brani: «E’ un doppio cd piacevole da ascoltare, e in cui siamo riusciti a rappresentare tutti gli stili, dalla musica dei cantautori a quella dei giovani, dalla classica al jazz di Paolo Fresu, al rap, al rock. Perfino Elio, Kekko dei Modà e Francesco Renga hanno cantato in sardo!».
E Finardi ha deciso di partecipare con una fra le sue canzoni a cui tiene di più, Amore diverso: «E’ una fra le canzoni a cui sono maggiormente affezionato, perché è quella che ho composto per la nascita di mia figlia Elettra. L’abbiamo tradotta nella lingua sarda più pura, il logudorese, e l’abbiamo incisa a Sassari, con Carla Denule e musicisti sardi, e seguendo gli accordi fondamentali della musica sarda».
Disponibile in doppio cd e in digitale dal 17 dicembre, la compilation contribuirà, attraverso il ricavato devoluto in beneficenza alla Croce Bianca di Olbia, alla sostituzione del materiale didattico e delle attrezzature delle due scuole materne e primarie di Santa Maria e di Putzolu, per consentire ai bambini e agli insegnanti il ripristino del normale svolgimento delle attività.

 

Luca Balduzzi



   

 

 

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