PD, Renzi: sfido Bersani alle primarie, dovra’ farle

11 mag – ”Se i dirigenti del Pd pensano di aver vinto queste elezioni, vuol dire che vivono nell’iperuranio”. Parola del sindaco di Firenze, Matteo Renzi che sul Corriere della sera lancia la sfida: ”Chiedo formalmente al segretario del mio partito di convocare le primarie del Pd. Non vorrei che Bersani pensasse di fondare la propria legittimazione sulle primarie del 2009”.

”Se si vota a marzo del 2013 facciamo le primarie a ottobre o novembre, senza inventarsi alibi – aggiunge -. Io sono per farle di partito, se Bersani vuole farle di coalizione, spieghi il perche’. Hollande in Francia non le ha fatte con Melenchon”. Poi ”se Bersani ottiene un voto piu’ degli altri ha diritto di essere lui il candidato – prosegue – e noi tutti gli daremo una mano con correttezza, ma l’idea di andare a ricercare la sua legittimazione su primarie di 3 anni fa, un’era geologica fa, perche’ in politica e’ cambiato tutto, sarebbe assurdo”.

Sull’esito delle elezioni Renzi mette in guardia dall’esito piu’ importante, la crescita dell’astensionismo, osserva che il Pd ha lasciato sul terreno 91 mila voti (”e’ una cifra bestiale”) e ammonisce: ”Attenti a non sottovalutare Berlusconi, sarebbe un clamoroso errore. Lui puo’ rialzare la testa, inventarsi un nuovo soggetto, un po’ il bis del ’93, e poi noi passiamo i prossimi 5 anni, dal 2013 al 2018, come un gruppo di alcolisti anonimi a chiederci perche’ abbiamo perso le elezioni che avevamo gia’ dato per vinte. Senza essere scortese con gli alcolisti anonimi”. asca



   

 

 

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