Tassa di soggiorno, a Bologna la Giunta rinvia la discussione

La nuova sede del Comune di Bologna

Tassa di soggiorno sì, tassa di soggiorno no. Il mondo economico e imprenditoriale di Bologna continua a dividersi sull’argomento, fra timide aperture, come quella del Presidente della Camera di Commercio Bruno Filetti, e molto più decisi pareri contrari, da ultimo quello della compagnia aerea Ryanair di ieri.

Ma ancora per qualche tempo qualsiasi presa di posizione sull’argomento rimarrà fine a se stessa, perché la Giunta non ha ancora affrontato la questione.
Ci tiene a precisarlo il Vicesindaco Silvia Giannini, rispondendo a due domande dei consiglieri di opposizione Marco Lisei del Popolo della Libertà e Manes Bernardini della Lega Nord nel corso del Question time di questa mattina.

Domande suscitate da alcune affermazioni del Primo Cittadino Virginio Merola durante un incontro alla Festa del Partito Democratico di venerdì scorso, in cui il Sindaco non aveva escluso di potere introdurre la tassa di soggiorno, in particolare per recuperare fondi da utilizzare a favore della cultura, e immaginava già un introito per il Comune di due milioni di euro, con un balzello che potrebbe essere progressivo, e dunque maggiore per i turisti che, per esempio, alloggiano negli alberghi di categorie superiori.

Giannini, dal canto suo, conferma la possibile destinazione dei fondi immaginata dal Primo Cittadino, aggiungendo due capitoli di spesa altrettanto importanti come il turismo e i servizi pubblici locali. Ma qualsiasi ipotesi in tal senso sarebbe preventivamente e ampiamente condivisa e discussa in accordo con le categorie interessate e coinvolte.

Con gli albergatori, però, già pesantemente schierati sul versante del no.

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