Rapinatore libero. Soccorritore che lo ha colpito con un pugno rischia denuncia

Un marocchino di 23 anni, verosimilmente un ladro che aveva appena tentato uno scippo contro una donna su un treno della metro, ridotto in coma dopo essere stato colpito da un pugno in faccia alla fermata della rossa (M1). È successo nella serata di lunedì, poco prima delle 20, a Sesto Primo Maggio, a Milano.

A confermare l’episodio a MilanoToday sono i carabinieri e i soccorritori che sul posto sono intervenuti con due equipaggi in codice rosso su ambulanza e automedica. Stando a quanto riferito dalla centrale operativa dell’Azienda regionale emergenza urgenza, il ferito avrebbe riportato un’importante trauma cranico dopo essere stato colpito da un uomo a mani nude. Tuttavia, il 23enne, portato in ospedale in prognosi riservata e in “stato comatoso”, si è poi ripreso ed è stato dimesso con una settimana di prognosi.

I militari della stazione e gli uomini del Radiomobile di Sesto hanno ricostruito con precisione la dinamica dei fatti. Stando alle parole di alcuni testimoni, confermate dalle immagini delle telecamere di sorveglianza, il passante avrebbe sferrato un solo pugno al rapinatore. Ma tanto è bastato per abbattere l’uomo e mandarlo in prognosi riservata al Niguarda.

Il marocchino, disoccupato e incensurato, è stato arrestato per tentata rapina dai carabinieri una volta dimesso dall’ospedale. Il 23enne era in stato di alterazione per abuso di sostanze alcoliche (tasso alcolemico di 4 grammi per litro), probabilmente anche per questo si è accasciato al suolo perdendo i sensi dopo essere stato colpito dal pugno. Alla fine non ha riportato nessun tipo di danno grave. Ora i militari stanno cercando di individuare la donna, fuggita spaventata dopo l’accaduto.

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https://www.ilgiornale.it  – Il marocchino ha lasciato il carcere di Monza già lo scorso martedì, tornando in libertà proprio quando la vittima, fuggita per paura dal luogo dell’aggressione, si è presentata presso la stazione dei carabinieri per sporgere formale denuncia. La donna ha raccontato anche di aver subito delle molestie da parte del nordafricano. La decisione del giudice di Monza è stata definitiva: il fermo non è stato convalidato per la poca chiarezza dei video ricavati dalle videocamere di sorveglianza e per il fatto che la 30enne non fosse individuabile sulla banchina. Non solo. Secondo quanto riferito da “LiberoQuotidiano”, il giudice di Monza ha negato che ci fosse la fragranza di reato, in quanto all’arrivo delle forze dell’ordine lo straniero si trovava svenuto a terra.

Insomma, il marocchino è tornato a piede libero. Discorso diverso per il 36enne, residente a Nova Milanese, che ora rischia delle conseguenze per aver preso le difese della donna. Nei suoi confronti potrebbe partire una denuncia per lesioni a causa del singolo pugno sferrato contro il ladro. Tutto è ancora da vedere. La denuncia sporta dalla 30enne potrebbe, in effetti, ribaltare la situazione, convincendo il giudice ad emanare un provvedimento di custodia cautelare nei confronti del marocchino.

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