In Italia oltre 10mila decessi per infezioni, Belli: “E’ malato il sistema”

COMUNICATO STAMPA – Non è sfuggita a Pierfrancesco Belli, presidente di Forza Nuova, esperto di risk management e presidente dell’Incer Institute, la drammatica notizia di Verona dove sono morti quattro bambini a seguito del batterio killer contenuto nei biberon.

Belli fu chiamato in passato ad analizzare una situazione analoga che accadde in Toscana, scoprendo realmente le problematiche che ruotano attorno ad un sistema che come spesso accade, fa intendere, anche in Italia deve rispondere a logiche socio-politiche: “Il 6 agosto 2018 –ricorda il professore – fui intervistato dal quotidiano toscano “Il Tirreno” sulle motivazioni dei molti casi di infezione avvenuti a Pisa – Cisanello. In quella circostanza chiamavo in causa la Regione Toscana in un articolo dal titolo “Si allarga il caso dei batteri in corsia”. La domanda principale, oggi come allora, è: possibile che si entri in ospedale per essere curati e se ne esca malati? Dopo oltre due anni ritorno sul tema: le infezioni contratte dai pazienti in corsia sono potenzialmente gravissime, mortali e purtroppo sono ancora di grande attualità e sempre più frequenti”.

Passato e presente, drammi ed errori che si ripetono, sono facilmente ascrivibili, secondo Belli, ad un sistema di gestione dello spreco: “Ciò mette sotto accusa sia i sistemi sanitari regionali, sia nazionali (Simes , Agenas): le regole ci sono sulla carta – conferma Belli – ma spesso per questioni politiche ed organizzative del tipo controllato/controllore, finiscono per essere disattese. Il Centro Europeo per le malattie infettive (ECDC) sottolinea che l’Italia con i suoi oltre 10mila decessi, cioè 1/3 di tutti i decessi europei, è il peggior Paese in fatto di prevenzione e nel controllo dei rischi infettivi. Inoltre sappiamo che il 38.3 % delle infezioni avvengono in terapia intensiva”.

Infezione mortale, nel caso di Verona: “Il caso di Verona, che coinvolge la Sala Parto e la Terapia Intensiva Neonatale, va oltre la gravità dei fatti di Pisa trattandosi di neonati fragili, in quanto prematuri, poi deceduti o resi neurolesi per l’incuria dell’Organizzazione Sanitaria regionale e nazionale che ha pensato bene di nascondere per anni tale gravissima infezione evidentemente o non compilando o, peggio, nascondendo, la scheda B relativa all’analisi delle cause e dei fattori contribuenti al verificarsi dell’evento sentinella. A che serve il tanto pubblicizzato sistema di segnalazione degli eventi sentinella SIMES se poi non viene messa in atto la prevenzione?”

“Il Ministero della Salute ed Agenas – afferma il professore- continuano a sprecare denaro pubblico in azioni inutili perchè la politica non è mai stata in grado di controllare le regioni per obbligarle a garantire al cittadino una seria Governance sanitaria sulla prevenzione dei rischi. Le sorveglianze, i monitoraggi e la formazione del personale sulla prevenzione delle infezioni stabilita e finanziata dal ministero salute ed Agenas sono strettamente dipendenti dalle segnalazioni da parte delle strutture sanitarie e degli stessi operatori sanitari delle cause del danno. Se l’operatore e le strutture sanitarie continuano a lavorare senza regole disattendendo ogni normativa di sicurezza e qualità del SSN , il giuramento di Ippocrate e violando la fiducia del paziente, pensando solo a mantenere il loro posto di lavoro impedendo l’apertura del sinistro al solo fine di nascondere le cause delle infezioni provocate al paziente, finiranno non solo per rompere definitivamente il rapporto di fiducia con il paziente ma impediranno che nel futuro si possano eliminare i contagi infettivi ed i decessi” accusa il prof. Belli che chiude anche con una provocazione: “Si ricorda, per inciso, che il Prof. Massimo Franchi, primario di Ginecologia dell’ospedale di Borgo Trento di Verona, che in questi giorni ha rilasciato interviste e dichiarazioni ai media, è stato condannato a 10 mesi e 20 giorni dalla Corte di Cassazione in quanto presidente della commissione giudicatrice del concorso nel quale l’unico partecipante era Debora Balestreri, ginecologo e moglie dello stesso prof. Massimo Franchi “[articolo on line di Radio Popolare Verona a firma di Agostino Mondin]. Questa persona, poi, vinse il concorso. Al momento del colloquio il professor Massimo Franchi dichiarò che non vi fossero motivi di incompatibilità tra lui e la candidata, anche Presidente dell’Associazione Scientifica Andria che, nonostante il deprecabile accaduto, viene mantenuta dal Ministero della Salute in qualità di co-autrice delle Linee Guida Nazionali sulla prevenzione della Emorragia Post Partum Materna alla nascita. Ancora: nel 2019 risulta essere membro del Gruppo della Sorveglianza della Mortalità Materna (ItOSS) del sistema di Sorveglianza ostetrica della Mortalità Materna dell’Istituto Superiore di Sanità. Potremmo dire cose all’italiana, se non fosse che sono compiute sulla pelle delle persone”.

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