IDIOCRACY

Colonnello Salvino Paternò – In questi torridi giorni di ordinaria follia pandemica, non potendo più andare a diffondere il contagio tra i gironi infernali della movida, vi consiglio di impegnare il tempo libero nell’illuminante visione di un fantastico film del 2006: IDIOCRACY
E’ una geniale commedia fantascientifica il cui protagonista è un uomo totalmente mediocre, con una vita insulsa. Proprio per queste sue caratteristiche inoffensive, viene selezionato per sperimentare la macchina del tempo. L’intento è di spedirlo un anno avanti nel futuro, ma qualcosa va storto e il poveretto si ritrova proiettato 500 anni dopo. Si sveglia, così, in un’epoca in cui il quoziente intellettivo è sceso a livelli così bassi da mettere a rischio la sopravvivenza del genere umano.

Ebbene, sarà facile immedesimarsi nel protagonista del film vivendo oggi, quotidianamente, la baraonda comico-terrorista con la quale si affronta la nostrana pandemia. Pare, infatti, una vera popolazione di idioti quella che brancola nel caos e nell’incertezza, frastornata da notizie allarmanti e contradditorie, un popolo che marcia barcollante, in ordine sparso e per bande contrapposte.

Pare proprio la stessa idiocrazia del film quella in cui l’idiozia dei negazionisti, di coloro, cioè, che negano l’esistenza del virus (e non certo di coloro che negano l’attuale emergenza sanitaria) viene compensata dall’imbecillità dei catastrofisti apocalittici.
Una società in cui la cretinaggine di coloro che si accalcano sbavandosi addosso in discoteca viene superata da coloro che glielo vietano ma, nel contempo, permettono quotidiani sbarchi di migliaia di clandestini infetti, e, non contenti, li distribuiscono scientemente in tutto il territorio nazionale.

Cosa, se non l’idiozia, consente che si possa raggiungere la stazione ferroviaria viaggiando stipati sul pullman, per poi non trovare posto sul treno stante l’assenza di posti che garantiscano il distanziamento sociale… a meno che il treno non sia regionale e permetta di continuare a viaggiare allegramente ammassati l’uno sull’altro.

E’ la stessa società idiocratica descritta nel film quella in cui il terrore si diffonde incontrollato alla notizia dell’aumento dei contagiati (ma non dei ricoverati). Solo l’idiozia infatti può giustificare la paura di una crescita di contagi derivante dall’aumento del numero dei tamponi effettuati… perché basterebbe Ciruzzo il pescatore a spiegare che lanciando più ami si pescano più pesci.
Solo l’idiozia può, infine, far temere un’incombente ipotetica nuova ondata epidemica, più di una certa ed inevitabile imminente ondata di licenziamenti e fallimenti aziendali.
Ma tant’è…

Come finisce il film? Il protagonista, dopo aver tentato inutilmente di tornare nel passato, alla fine si rassegna e, grazie alla sua mediocre intelligenza, diventa presidente degli stati uniti.
Ecco… temo che il futuro del film sia già arrivato e qualche scemo venuto dal passato abbia preso il potere, così come il gene dell’idiozia ha preso il sopravvento sul virus… e l’Idiocrazia regna sovrana!

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