Covid-19, messaggi di paura per generare caos e reprimere la libertà

di Aldo Grandi

Con la psicologa Manuela Giuliani, direttore del centro Das di S. Anna, abbiamo affrontato le conseguenze del Coronavirus e, soprattutto, del suo lockdown prolungato sulle persone. Abbiamo, così, scoperto che esse sono state devastanti e ancora lontane dallo scomparire. Anzi. Ci sono ancora migliaia di persone che vivono nell’ansia, nell’angoscia di un nuovo ritorno nel buio, nella paura che non accenna a diminuire e fa capolino più volte durante la giornata. “La paura – spiega la dottoressa Giuliani – non è negativa. Anzi. Essa ci fornisce la misura del pericolo che stiamo per affrontare e, se proporzionata a quest’ultimo, ci consente di avere più possibilità per riuscirci. Il problema è, invece, quando essa è sproporzionata al pericolo ossia quando non trova nella realtà una corrispondenza effettiva, ma, al contrario, ne sopravvaluta l’entità. E’ qui che le persone precipitano in un vortice questo sì davvero pericoloso per la salute mentale”.

La paura, quindi, quando è esageratamente superiore alla concreta portata del pericolo, diviene una forza capace di bloccare l’individuo, di inibirne la volontà, di frenarne gli slanci, in poche parole di comprometterne la stabilità mentale. E, purtroppo, spesso se non sempre, tutto ciò deriva dall’ignoranza ossia dalla mancanza di strumenti che dovrebbero, nel tempo, consentire l’acquisizione di una autonomia di pensiero e di una indipendenza di giudizio che, invece, sono sempre più difficili da raggiungere a seguito della costante manipolazione da un lato del pensiero unico dominante, dall’altro delle forme di trasmissione di una informazione dopata.

Pensiamo al Covid-19 e all’attuale situazione. Non ci sono vittime e se pensiamo a un paio di mesi fa, dovremmo rallegrarcene. Inoltre il virus ha perso la sua virulenza e i contagiati non finiscono negli ospedali, ma, nella maggior parte dei casi, sono asintomatici e necessitano soltanto di una quarantena presso un qualsiasi domicilio. Ciò nonostante i manipolatori dell’informazione ossia i giornalisti privi di spirito critico e pure e semplici marionette nelle mani di un sistema degenerativo e degenerato, gli infettivologi da strapazzo, gli epidemiologi dell’ultim’ora si sforzano di trasmetterci un messaggio di paura e di rinuncia a guardare con ottimismo e fiducia al futuro.

Portano, come esempio, l’aumento dei contagi negli ultimi giorni. Trascurano, tuttavia, di dire che la causa dell’aumento è il numero molto più ampio dei tamponi effettuati. Se, infatti, noi eseguiamo tamponi su un milione di persone, è sicuro che i positivi saranno molto superiori a quello che sarebbe se il tampone venisse praticato su mille soggetti. Nessuno, tuttavia, lo spiega limitandosi alla quantità dei contagi senza utilizzare il buonsenso e la statistica che, soli, contano.

“Vogliono il caos per poterlo reprimere distruggendo ogni libertà. Non possiamo permetterglielo.”

Lo fanno apposta? Sì. E’ indubbio. Credono che gridare al lupo, al lupo porti maggiore vendita di copie o aumenti lo share e le visualizzazioni. Non cercano, cioè, di rassicurare come dovrebbero visti i dati, bensì l’opposto.

E la gente abbocca cadendo nella trappola e trovando, paradossalmente, una rassicurazione proprio nell’avverarsi delle peggiori previsioni. Incredibile come le persone siano attratte più dal buio che dalla luce poiché la luce implica una presa di posizione autonoma, una scelta e scegliere significa sempre rinunciare a qualcosa. All’opposto, la paura impedisce di scegliere, ma fornisce un alibi inconscio e una forma di rassicurazione che, in realtà, altro non è se non una prigione dell’anima.

Qualcuno ha già manifestato dubbi sulla ripresa delle scuole, qualcun altro – il solito Ricciardi che, a nostro avviso, andrebbe arrestato per i danni che fa – sullo svolgimento delle elezioni. La vita, invece di riprendere il suo corso, rischia seriamente di fermarsi ancora una volta. Attenzione, perché l’apocalisse è ad un passo. Si sta dando l’illusione che qualcuno, una entità esterna a noi stessi, penserà a tutto con contributi a fondo perduto, redditi di cittadinanza e di emergenza, ma attenzione: non è così e ben presto ci accorgeremo che siamo e saremo ancora più poveri. Oltre a essere indebitati fino al collo per le generazioni a venire.

Hanno chiuso le discoteche adducendo contagi inesistenti e, soprattutto, tutt’altro che pericolosi. Dando la colpa ai giovani che, adesso, sono diventati i nuovi untori. Colpevolizzandoli e additandoli al pubblico ludibrio. Ecco il messaggio pericoloso che sta passando grazie a questo pensiero unico dominante: chi indossa le mascherine, chi dice sempre sì, chi non crea problemi, chi non si ribella, chi osserva pedissequamente i consigli dispensati dai nuovo profeti del potere tossico e intossicato, è un bravo cittadino che voterà sicuramente per un certo partito o una determinata coalizione. Gli altri no. Gli altri sono irresponsabili, ingestibili, irrispettosi, irriguardosi, irriverenti e il passo per aggiungere sovranisti, populisti, razzisti, fascisti è breve.

Ribelliamoci adesso perché non c’è quasi più tempo. Restituiamo legittimità alla nostra capacità di ragionare autonomamente e di non fidarsi delle verità rivelate da profeti senza senso e senza credibilità.

L’apocalisse è davvero vicina e assumerà le forme del caos. Vogliono il caos per poterlo reprimere distruggendo ogni libertà. Non vogliamo, non dobbiamo, non possiamo permetterglielo.

www.lagazzettadilucca.it

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2 thoughts on “Covid-19, messaggi di paura per generare caos e reprimere la libertà

  1. Purtroppo la penso come Snny Crocket,
    guardandomi intorno vedo che la maggior parte delle persone ha perso totamente la bussola e non riesce minimamente a distinguere la prudenza dal delirio.

  2. Non c’è speranza che le persone diventino consapevoli. Forse solo uno schianto potrà essere utile. Forse…

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