Bulgaria: da 40 giorni in piazza contro oligarchia e mafia, UE finge di non vedere

 

Persone da tutta la Bulgaria e appartenenti a diversi ceti sociali hanno partecipato alle proteste anti-corruzione che hanno imperversato tra le strade della capitale Sofia nelle ultime sei settimane. Lo scorso 18 agosto si è arrivati al 40mo giorno consecutivo di proteste che mettono nel mirino il premier conservatore Boyko Borissov, del quale vengono chieste a gran voce le dimissioni.
Le accuse

Il primo ministro, assieme al procuratore generale Ivan Ghescev, è accusato di fare solo “gli interessi degli oligarchi e della mafia e non dei cittadini”. Secondo quanto riferisce la stampa locale, nella capitale Sofia permangono i blocchi stradali presso alcuni degli incroci principali. Nella giornata di ieri è stato bloccato per un breve periodo anche l’ingresso del ministero della Giustizia, mentre nel tardo pomeriggio alcuni rappresentanti del personale sanitario nazionale si sono radunati davanti al ministero della Salute contro le pessime condizioni di lavoro e la bassa retribuzione durante la pandemia di coronavirus. Sempre negli ultimi giorni, il premier Borissov ha presentato la bozza di una nuova costituzione elaborata dal suo partito per modificare quella adottata nel 1991, dopo la caduta del regime comunista.

Le promesse – – “Presenterò le mie dimissioni nel giorno in cui il Parlamento deciderà di indire le elezioni per l’Assemblea costituente”, promette il premier. Ma la sua proposta ha suscitato non poche perplessità tra esperti e costituzionalisti, secondo i quali la maggior parte delle modifiche avanzate potrebbero essere approvate da un regolare parlamento. “Signor Borissov, le bufale per mantenere il tuo regime non passano, dimettiti subito”, hanno reagito alla notizia i manifestanti citati dall’agenzia Bgnes.

Lanci di pomodori ai politici e proteste anti-Merkel – – Uno dei volti noti della protesta è quello dell’avvocato Nikolay Hadjigenov, che spesso prende la parola di fronte ai manifestanti. Frustrato da quello che definiva “il letargo” della Bulgaria, lui e due amici si sono dedicati all’attivismo politico. Dopo aver dato vita a una piattaforma di proposte condivise hanno messo su coinvolgenti azioni di protesta: dai blocchi stradali ai rallentamenti del traffico, fino ai lanci di pomodori contro alcuni politici.

“Abbiamo acceso una scintilla e per la prima volta la società civile sta emergendo in Bulgaria”, dice con un sorriso all’agenzia Afp l’avvocato di 48 anni. Una delle ultime proteste hanno avuto luogo davanti all’ambasciata tedesca per denunciare il sodalizio politico europeo tra Borisov e la cancelliera tedesca Angela Merkel, entrambi iscritti al Partito popolare europeo. “I fondi dell’Ue vengono sottratti sotto il loro naso e loro fanno finta di non accorgersene”, sostiene Hadjigenov.

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