Meluzzi: il Governo pensa alle quote di genere mentre il Paese sprofonda

Il prof. Alessandro Meluzzi mette in risalto le contraddizioni di questo governo che, mentre il Paese scivola verso una grave crisi economica, si occupa di quote di genere nelle liste elettorali, avendo anche l’arroganza di vantarsi per aver raggiunto un elevato ”grado di civiltà”.

Voglio riprendere un’osservazione assolutamente condivisibile del direttore Belpietro su ‘La Verità’ di oggi, laddove ci ricorda che, in un Paese che sta sprofondando dal punto di vista economico e sociale, con una caduta del prodotto interno lordo che sfiorerà il 20%, il Parlamento si affanna sul tema delle quote di genere nelle elezioni regionali, nelle prossime, e questo buffo presidente del Consiglio presenta questa cosa come un grande grado di civiltà.

C’è innanzitutto una grande contraddizione logica perché, nel frattempo, lo stesso Parlamento si sta occupando di una legge sull’identità di genere che ci fa ricordare che, oltre alle quote donne, dovremo avere sicuramente quote per omosessuali maschi e omosessuali femmine, transgender, queer, transessuali, bisex. Quante quote saranno necessarie per garantire la rappresentanza a tutti i generi sessuali che non sono sicuramente, come ben si è visto, soltanto maschile e femminile, soltanto i consiglieri e le consigliere. Beh, insomma, prima delle elezioni, sarà meglio che facciamo un grande gigantesco gay pride danzando sul nostro fallimento.

Nel frattempo ho potuto mettere in rete le immagini di marinai e marinaie che danzano allegramente in una caserma del corso sottufficiali ed anche altre immagini edificanti della nostra super Marina. E’ un Paese che sembra veramente contorto e aveva ragione chi diceva che la situazione è grave, è gravissima, ma sicuramente non è seria. Ahimè, cari amici, non c’è da essere allegri.

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