Feltri e i tagli sulle pensioni: anziani trattati come pezzi di legno secco da cremare

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di Vittorio Feltri – Leggo qua e là che tra poco le pensioni saranno commisurate in base all’andamento economico. Ci mancherebbe solo questo. I vecchi sono stati già abbastanza strapazzati in questo periodo di pandemia, parecchi di essi sono stati curati come pazienti di serie B nella convinzione che tanto dovevano morire. Quando uno tirava le cuoia ci si domandava quanti anni avesse. Se la risposta era, poniamo, 80. Il commento era: meglio così, significa che il virus risparmia i giovani. Come se gli anziani fossero dei pezzi legno secco, buoni per essere arsi (cremati).

Andare su con gli anni è considerata una colpa difficile da farsi perdonare. Tanto è vero che qualche genio di questo governo invece di rifugiarsi in una bettola e di stordirsi con mezzo litro, se sta dietro una scrivania per studiare come fregare i vegliardi indifesi. I quali, se il progetto andrà in porto, avranno un assegno mensile proporzionato al Pil e roba del genere. Trattasi di truffa.



Infatti l’INPS è finanziata dai contributi dei lavoratori e degli imprenditori e di nessun altro soggetto. I versamenti mensili alla Previdenza servono per accantonare capitali con i quali garantire un introito adeguato a coloro che, una volta a riposo, si vedono restituire quanto hanno sborsato nel corso della carriera lavorativa. Da notare che l’istituto in questione se si limitasse a soddisfare i pensionati sarebbe in attivo. Invece è in deficit perenne poiché usa i quattrini di operai e impiegati per pagare gente che non ha mai scucito un euro per le marchette, per sopportare gli oneri della Cassa integrazione e addirittura per sovvenzionare i redditi di cittadinanze. Cosicché le sue casse si svuotano e per rimpinguarle ora si medita di penalizzare la massa di pensionati che hanno scucito denari per una vita intera.

Se questa non è una ingiustizia assurda io sono Garibaldi. In tanti lustri i nostri esecutivi hanno addossato all’INPS compiti impropri, contrastanti con le sue finalità fondative. Nessuno si è mai sognato di separare la Previdenza (un termine dal significato preciso) dalla assistenza, i cui costi dovrebbero essere addossati alla fiscalità generale. È la dimostrazione clamorosa della incompetenza di chi amministra i quattrini nostri.

L’unico presidente del Consiglio che aveva colto il problema e che tentò di risolverlo con un colpo d’accetta fu Lamberto Dini, persona saggia che sapeva fare di conto. Siccome era una cosa buona e giusta, gli impedirono di realizzarla. E adesso siamo sul punto di impoverire ulteriormente chi ha sgobbato mezzo secolo per sollazzare quelli che hanno trascorso l’esistenza grattandosi il ventre.

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