Coronavirus, Inps: nei dati della Protezione civile mancano 19mila morti

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Quante sono davvero le persone morte a causa del Covid-19 in Italia? Il bollettino della Protezione civile dice oltre 32mila (ndr aggiornato al 20 maggio). Un numero che potrebbe sottostimare la realtà, principalmente a causa di chi è morto in casa o in una rsa ad esempio, senza un tampone e quindi fuori da ogni conteggio ufficiale. Dubbi espressi più volte da diversi esperti, che ora trovano una sponda nei dati raccolti dall’Inps in una analisi sulla mortalità durante l’epidemia.

I numeri dicono che dal 1 marzo a fine aprile 2020, in piena emergenza, in Italia sono morte circa 47mila persone in più rispetto alla media degli anni precedenti, +43%. Nello stesso periodo, il bollettino ufficiale contava 27.938 morti Covid. Mancano all’appello quasi 19mila decessi in più rispetto agli anni precedenti, non considerati ufficialmente provocati dal coronavirus.



L’Inps ha spiegato che “Tenuto conto che il numero di decessi è piuttosto stabile nel tempo, con le dovute cautele possiamo attribuire una gran parte dei maggiori decessi avvenuti negli ultimi due mesi, rispetto a quelli della baseline riferita allo stesso periodo, all epidemia in atto”.Per di più il dato di marzo/aprile è in netta controtendenza rispetto a quello di gennaio/febbraio 2020, quando ci sono stati oltre 10mila decessi in menorispetto a quelli attesi.Anche riguardo la divisione per aree geografiche, i dati seguono l’epidemia, che ha colpito molto più duramente il Nord. Qui c’è stato un aumento dei morti fra marzo e aprile dell’84%. Al Centro + 11%, al Sud +5%. ASKANEWS



   

 

 

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