Oriana Fallaci commenta la liberazione delle due Simone (2004)

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di Oriana Fallaci – Al ritorno delle due Simonette, pacifiste arcobaleniste (Oriana Fallaci intervista sé stessa. L’apocalisse)

Non m’ero ancora ripresa dai traumi sofferti per la strage di Erode e le altre carneficine compiute dai macellai di Allah. E a vederle scendere da quell’aereo tutte spavalde e vestite all’araba, anzi con i dishdasha che in cambio di un milione di dollari i rapitori gli avevano regalato coi Corani e i dolcetti e le caramelle, ebbi un sorriso di sprezzante pietà. Maleducate, pensai. Non ve l’ha detto la mamma che quando siamo state rapite dai macellai di Allah non si torna in patria indossando i loro dannati dishdasha, si torna vestite in modo serio? E mi augurai che a tanta malacreanza ovvero mancanza di classe e di gusto, rimediassero dicendo qualcosa di dignitoso anzi di doveroso.



Qualche parola sulle trecentoquarantanove creature morte a Beslan e su quelle decapitate o sgozzate o freddate col colpo alla nuca in Iraq, anzitutto. Nonché sugli ostaggi che ancora languivano in una cantina con le braccia legate e gli occhi bendati, ad esempio sui due giornalisti francesi di cui non si sapeva più nulla. E poi un grazie al governo e alla stessa opposizione che avevano fatto tanto per liberarle, che per liberarle avevano pagato il riscatto, nonché alle persone che avevano rischiato la pelle per rintracciarle e trattare il rilascio.

E poi un saluto agli italiani che per loro avevano tanto pregato e sfiaccolato nonché sborsato il milione di dollari. Ma invece di piangere su chi era stato ed era meno fortunato di loro, appena scese chiesero il ritiro delle truppe. Invece di ringraziare il governo e l’opposizione e il capo della Croce Rossa a Bagdad, ringraziarono i rapitori che erano stati così gentili. Così carini, così rispettosi, infatti non le avevan sfiorate neanche con un dito.

Invece di salutare gli italiani salutarono (e ringraziarono) gli iracheni e tutti-i-mussulmani-della-Terra. E il sorriso di sprezzante pietà si spense.
Maleducate e ingrate, pensai. Non ve l’ha detto la mamma che la gratitudine va a chi ci ha salvato la vita non a chi ce la voleva togliere? Pensai anche che la mamma non c’entrava per nulla. Erano donne di quasi trent’anni, non ragazzine sprovvedute e ignare.



   

 

 

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