Conte, ci dica: quali pressioni la inducono a sottoscrivere il MES?

di Ornella Mariani

Credo sia l’ora di esigere qualche spiegazione, Conte, perché receda dalla convinzione di amministrare un Popolo di Imbecilli, ai quali imporre il Pensiero Unico:
il Suo.
Che vale meno di una cicca.
Prenda anzi atto che, alla fine di questa tragedia, se sarò sopravvissuta, La inseguirò in tutte la aule giudiziarie per metterLa alla gogna assieme ai Suoi inqualificabili Giullari.

A me Contribuente, ha il DOVERE di chiarire:
per quanto tempo ancora dovremo subire la Sua Politica dissennata;
per quanto tempo ancora dovremo accettare la sospensione delle libertà, quando sarebbe bastato irrogare ai Disobbedienti contravvenzioni significative;
per quanto tempo ancora pensa di ingannare il Paese con mezze verità; omissioni e ritardi.

E di più:
quale senso ha tenere i porti aperti, porre l’Italia a domicilio coatto e lasciare in libera circolazione Migranti incontrollati ed incontrollabili, che godono della protezione di un Clero riprovevole e di Mazzettari già sufficientemente arricchiti a nostre spese;
quale rispetto ha di un Popolo che sta portando al tracollo sociale; civile; economico aumentando anche la diaria di questa feccia e così sottraendo o comunque distogliendo, ancora una volta, denaro pubblico che avrebbe potuto essere devoluto alla sbrindellata Sanità;
quali pressioni la inducano, pur col dissenso del Paese e di gran parte del Parlamento, alla sottoscrizione del MES consegnandoci alla devastazione totale: è ricattato? Da Chi? Perché?
E’ stato corrotto? Da chi ed in che misura?;
perché pur edotto dell’imminenza di una catastrofe epocale fin dal gennaio, come gli atti rivelano, ha minimizzato favorendo il contagio e irridendo le Opposizioni, per poi fomentare il panico attraverso misure draconiane che isolano i Cittadini e che hanno tutto il sapore di una prova generale di “svolta”.

Lei è un senza scrupoli, Conte, ed ha fatto con volgarità e mancanza di ritegno del Suo mandato un mestiere, ahi Noi, fin troppo ben remunerato.

Lei vanta, rivelandosi un Accattone, di avere incassato venticinque miliardi, a fronte dei 550 – cinquecentocinquanta assegnati alla Germania: una mancia giusta agli Straccioni.
Lei se ne fotte delle cinquecento Vittime quotidiane e pretende di avere veicolato nel mondo un “Modello Italia”, che è l’abietto modello della estinzione di Persone ridotte a morire negli ospedali da campo, superando anche il numero dei Morti in Cina.

Lei è un Baro che si permette di evocare Churchill, dimenticando le categorie della Storia: Giganti e Nani.
La sua statura ha una collocazione evidente e specifica!
Lei è un Imbonitore imbroglione, che trucca anche le pagine dei Social per suggestionare gli Italiani e millantare un indice di gradimento inesistente.

E, non meno, mi disgusta quel Figlio di Bernardo Mattarella al quale La accomunano l’ipocrisia; la sgradevolezza della voce monotona e querula; la inopportunità: la sua telefonata a Gori è un insulto al decoro e ai lutti dei Bergamaschi ai quali, invece, come gesto di riparazione andrebbe offerta almeno la incriminazione di questi Ciarlatani.

Non attenda di essere liquidato e processato dagli eventi, Conte: abbia la dignità di andarsene.

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