VAE VICTIS! E guai al giorno in cui spunterà un vero Partigiano

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di Ornella Mariani

In un blindato Teatro della Scala, ha incassato i dieci minuti di standing ovation tributatigli da una Borghesia servile e opportunista, della quale si è vocato Garante nella condivisa autocelebrazione.
Alla fine diremo che, come Tosca, anche Mattarella visse d’Arte.

L’Arte del silenzio rispetto al degrado istituzionale e morale e sociale del Paese.
L’Arte del distacco rispetto alla perdita di futuro di centinaia di migliaia di Cittadini.
L’Arte dell’indifferenza rispetto ai bisogni della Gente.
L’Arte della richiesta di tutela “dei Diritti dell’Uomo”, mentre i costi della sua torre d’avorio superano quelli della Casa Bianca e mentre i nostri Anziani, cui vengono negate anche le cure, pur di mangiare frugano nella spazzatura.

L’Arte dello sprezzo della Unità nazionale e delle indicazioni del Popolo.
L’Arte della difesa di una indifendibile Unione Europea, che ci insulta; di una Unione Europea i cui Commissari si danno a cialtronesche e faziose esibizioni canore; di una Unione Europea che svilisce i valori indicati dai suoi Padri fondatori, rivelandosi una cupola di poteri finanziari tesi ad umiliare i principi di Sovranità, di identità, di Libertà dei Popoli con la complicità dei nostri Parlamentari vocati al ruolo di Servi.
L’Arte della negoziabilità del Sovranismo, contro l’articolo 1 di quella nostra Costituzione della quale Egli dovrebbe essere rigoroso e supremo Difensore.

L’Arte dell’appoggio fornito ad un Governo che è una squallida e minoritaria e fallimentare ammucchiata, capeggiata da un sedicente “Avvocato del Popolo” rivelatosi ambiguo “Avvocato” di interessi personali e di gruppo e la cui più giusta definizione è espressa da Ernesto Galli della Loggia: “…E’ un governo nato sulla base dell’unione di due forze incompatibili e inconciliabili, presieduto da un uomo, il nostro premier, venuto dal nulla e che nel nulla tornerà… Un governo che si divide su ogni cosa…”; un Governo al cui Premier l’on. Borghi ha dato del “Traditore”; un Governo la cui promiscuità è davvero rivoltante.

La verità è che in questa realtà agonizzante, trasformata in periferia africana, si è perso il senso della “normalità”.
E’ “normale”:
che al Leader del Popolo si opponga il Leader delle Banche;
che le Procure assumano iniziative singolari, senza doverne rispondere a nessuno: si hanno notizie del caso Palamara? Non pervenute;
che la Casta sia travolta ogni giorno da scandali tanto numerosi, da non aver il tempo di sedimentarne uno poiché ne è già maturo un altro;
che i Media, ormai Portavoci del Padrone, esaltino “il nulla” dando spazio al cialtronismo di Movimenti estemporanei, subornati e orchestrati da una Sinistra sopraffattrice di cui condividono ogni insufficienza: etica, culturale e politica. Dotazione richiesta? Ignoranza e fanatismo;
che, enfatizzando e strumentalizzando i fantasmi del Passato, questa Sinistra faccia una propaganda sempre più antiitaliana: fino ad usare una Signora novantenne, pressocché sconosciuta e assurta agli onori della cronaca come Campione di lotta al Fascismo e al Razzismo, sostanzialmente per lottare Salvini: un accattivante e pragmatico Personaggio che parla alla Gente di buonsenso, rappresentando un incubo per Mestatori di mestiere e Mentitori seriali;
che l’attenzione della Pubblica Opinione venga dirottata dal MES su un Comico pugliese, la cui canzone costituisce “offesa agli stranieri in italia…”, mentre buonista e intelligente e “politicamente corretta” è la satira dei Vauro e dei Crozza;
che il sessismo, evocato ad ogni piè sospinto, abbia taciuto a fronte di un mentecatto diversamente bianco: sedicente rapper con in testa una specie di grottesca frittata gialla e la pretesa di “scoparsi” le donne italiane, trattandole da puttane;
che non si sa più ridere, malgrado il dono dell’ironia ci abbia salvato da ricorrenti drammi storici: contro Zalone si chiama in causa la Repubblica di Weimar!

Ed è il delirio puro, col quale si tenta di imporre anche il linguaggio di Regime: non dobbiamo offendere o turbare gli Immigrati! Dobbiamo, per contro, accettarne i furti, i traffici, gli stupri, la primordiale violenza per compiacere la deriva polpottista decisa ad imporci i tempi ed i modi del pensare, del parlare e del sorridere;
che si riconosca cittadinanza intellettuale a chi vive di Camorra, presentando i Criminali come Eroi e sentendosi un mancato Masaniello con falce e martello, teso a sovvertire quel che resta della nostra Civiltà e a distruggere le nostre radici e ad annientare la nostra cultura, con la complicità di Straccioni della Politica europeista, mai propensi alla censura contro la Francia: sfruttatrice storica dei Popoli africani;
che il Natale è ormai la “Festa Dell’Inverno”, nel corso della quale attorno ad un tavolo, forse, si riuniranno Reti Formali e Informali Della Persona, con Genitore 1 e Genitore 2, mentre quattrocentomila euro vengono elargiti per celebrare il PCI negandone le vergogne e mentre milioni di euro di denaro pubblico vengono spesi per il “Museo della Resistenza”;
che, rifiutando di riconoscerlo tale, nutriamo il Nemico in casa nostra per viltà e ipocrisia e per una aberrante sindrome di Stoccolma;
che siamo dominati da Feccia aspirante, parimenti ai mostruosi Khmer rossi, a demolire la famiglia e a trasformare i Bambini in proprietà dello Stato; Bibbiano docet;
che disponiamo di Contestatori non del Sistema e degli ingiusti privilegi del Sistema, ma di Chi il sistema prova a ribaltarlo per restituire a questa Italia un minimo di credito morale;
che c’è Chi rinfaccia a Maria Giovanna Maglie di essere stata Comunista e, nella unilateralità disonesta del giudizio, tace sull’adesione al Fascismo della Kompagna Nilde Iotti;
che, in definitiva, siamo oppressi da un Establishment malato; corrotto e triviale.

Lei sarà processato e giudicato dalla Storia, Mattarella.
Nell’attesa di quel giudizio che come una scure si abbatterà sul suo silenzio, intanto, spieghi ai suoi Fans: l’Invasore è quello che ci impongono.

E GUAI a quel giorno in cui spunterà un Partigiano Liberatore!!!
Guai, Mattarella: perché dovrà allora cambiare Arte e assumere responsabilità che prescrivono atti e fatti.
E su quelle: finalmente sane macerie, forse, quel giorno, al posto di una pletora di Buffoni e di Nane, ci sarà un Popolo ad intonare una canzone di Libertà.

 

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