Agenti feriti e minacciati di morte, spacciatore tunisino non può essere espulso

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Una triste storia italiana. C’è un cittadino straniero, spacciatore violento che compie le sue malefatte in una città che sta pagando un prezzo altissimo in termini di sicurezza urbana proprio a causa degli spacciatori. La vicenda è riportata dal comandante della Polizia Lcale di Venezia

Il 18enne tunisino viene arrestato al martedì dalla Polizia di Stato, ferisce due agenti e minaccia di morte altri con una minaccia particolarmente odiosa perché fa riferimento all’omicidio di due poliziotti di pochi giorni fa in una vicina città. (Trieste)

Il soggetto viene processato il mercoledì, condannato e immediatamente rilasciato con il divieto di dimora.

Ovviamente non rispetta gli obblighi e il sabato viene riarrestato nel corso di una lite con un altro noto soggetto dedito allo spaccio dalla Polizia Locale, ferendo due agenti e proferendo le stesse odiose minacce di morte nei confronti degli altri che lo hanno immobilizzato.

Il PM vista la pericolosità del soggetto ne dispone la custodia in carcere fino al processo che viene celebrato lunedì.

Al processo viene condannato con una pena significativa e ancora più significativo è il fatto che il giudice scarcerandolo ne ordina l’espulsione.

Immediatamente, in considerazione della pericolosità del soggetto, viene reperito un posto ad un CIE che è ubicato a 500 chilometri di distanza, la Questura fa gli atti di competenza e la Polizia Locale si fa carico dell’accompagnamento.

E qui scatta l’inghippo: per rinchiudere il soggetto al centro di espulsione ci vuole una certificazione medica che ne attesti uno stato di salute compatibile.

Non lo può fare il medico del carcere non essendo più detenuto, non lo può fare il medico della Polizia, non lo può fare il Pronto Soccorso serve un medico legale che è disponibile solo l’indomani mattina.

Per altro il Centro accoglie gli ospiti solo dalle 8.00 alle 20.00.

E la legge non consente di trattenere il soggetto per questi inghippi burocratici.

Risultato al soggetto viene notificata l’espulsione con l’ordine di lasciare il paese entro 7 giorni.

Per il momento circola libero per le nostre strade e chissà se non reitererà il proprio comportamento violento.

È frustrante tutto ciò ma è la legge

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