Violenze, risse, machete. Ferrara vittima delle gang nigeriane

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A Ferrara è da poco passato mezzogiorno. Un gruppetto di ragazzi stranieri occupa le altalene dei bambini. Chiacchiera. Aspetta clienti come noi, due ragazzi in cerca di un po’ di droga da asporto.

Basta uno sguardo: “Cosa vuoi? Cocaina va bene? Quanta ne vuoi?”. Fanno cento euro al grammo. Ne ordiniamo alcune dosi per la sera, l’appuntamento (a cui non ci presenteremo) è per le 18. Stesso posto. “Ma adesso ne vuoi un po’?”.

Sono ormai anni che la “città delle biciclette”, famosa per i tortelli di zucca e la salama da sugo, si trova al centro delle cronache nazionali per episodi di violenza e traffico di stupefacenti. Per alcuni è “mafia nigeriana”, per altri si tratta di “percezioni” esagerate dalla propaganda sovranista e un po’ xenofoba.

La realtà basta osservarla con i propri occhi. La centrale dello spaccio ruota attorno alla stazione ferroviaria, tra via Roboni, piazzale Castellina e il parchetto Enrico Toti. È la zona del Gad, non lontano dallo stadio della Spal. Tre grattacieli malridotti fanno da teatro al più classico dei set sul degrado: vedette a ogni angolo, droga nascosta sotto gli alberi, traffici quotidiani. “Qui dettano legge i nigeriani – dice Nicola Lodi, assessore alla sicurezza della Lega – Si contendono il territorio e si massacrano seminando sangue sui marciapiedi” […]

Chi parlava di “percezioni” si è dovuto ricredere quando nei giorni scorsi la polizia ha sferrato un duro colpo al traffico di stupefacenti. Agli arresti ne sono finiti oltre 20, tutti nigeriani residenti in prevalenza nelle torri del grattacielo o poco distante. Un anno e mezzo di indagini ferrate, agenti sotto copertura, 45 indagati, 10kg di droga sequestrati, fino a 1000 cessioni registrate ogni mese. Gli inquirenti hanno tracciato la droga proveniente dalla Nigeria, documentandone la filiera: il grossista a Bologna, le donne-corriere, i 4 capi fornitori in città e le decine di piccoli spacciatori. […]

 

 

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