Fondi russi: la macchina SOROS-EU dietro la trappola

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(OPi – 23.7.2019) Per quanto l’opposizione al governo giallo-blu continui a gonfiare la vicenda russa cercando di coinvolgere Matteo Salvini con l’obiettivo di dimostrare che la Lega non è degna di governare il Paese anche se continua a salire nei sondaggi raggiungendo quasi il 40 per cento dei consensi degli italiani, questa operazione che i giornali di sinistra insistono nel tenere viva annunciando nuove rivelazioni e nuovi scoop viene smascherata anche oggi dall’agenzia statunitense EIR in un servizio che mette nero su bianco gli interessi dei grandi manovratori dietro questa storia destinata, loro malgrado, a finire in un nulla di fatto.

E’ significativo che persino Gianni Cuperlo, che non si può certo definire un falco del Pd, in un’intervista al Mattino, all’ultima domanda – Non crede che sul Russiagate il suo partito avrebbe dovuto essere più incisivo, magari proponendo una mozione di sfiducia a Salvini? – dà una risposta che non nasconde minimamente come Matteo Salvini sia per il Pd il bersaglio da colpire perché si batte contro i burocrati europei e la loro politica tutta basata sull’austerity: “Di fronte a fatti di una gravità inudita come un vicepremier che sdogana un faccendiere filonazista impegnato a trattare finanziamenti in nero da una potenza avversaria dell’Europa e del nostro sistema storico di alleanze io trovo semplicemente assurdo che per giorni la polemica sui giornali sia rivolta al segretario del Pd per una condotta dell’azione parlamentare per altro condivisa coi gruppi e che porterà domani il premier Conte a riferire al Senato. Noi siamo i soli che vogliono trascinare Salvini fuori dai social e davanti al Parlamento. Il solo e vero problema è un ministro che scappa”.



Mentre le accuse di collusione con la Russia – scrive l’EIR – sono usate per negare la rappresentanza della Lega nelle istituzioni dell’UE, un’indagine preliminare mostra che il caso è il prodotto di una trappola orchestrata dalla macchina di intelligence associata a George Soros e all’UE.

I giornalisti Stefano Vergine e Giovanni Tizian hanno pubblicato l’articolo originario che ha fatto avviare l’indagine sui “Soldi russi alla Lega”, alias “Moscopoli” (cfr. SAS 29/19).
Vergine lavora per organizzazioni finanziate da George Soros e scrive sia per opendemocracy.net sia per source-material.org, insieme a Leigh Baldwin, tra gli altri, che è il fondatore di quest’ultimo sito.

Secondo Wikipedia, Opendemocracy.net è stato finanziato dalla Charles Stewart Mott Foundation e da altri, tra cui la Open Society Foundation di Soros, il National Endowment for Democracy, la Ford Foundation e il Joseph Rowntree Charitable Trust. Lo stesso Soros ha pubblicato articoli sul sito, che promuove un programma di “Green New Deal” e si vanta che “il nostro più grande progetto investigativo ha scandagliato le forze ultra-conservatrici, di estrema destra e antidemocratiche che stavano cercando di influenzare il risultato delle elezioni del Parlamento Europeo del 2019”.

Diversi elementi indicano che l’operazione per intrappolare il leader della Lega Matteo Salvini fu organizzata prima della sua visita a Mosca nell’ottobre 2018. L’operazione produsse un audionastro (quello annunciato da BuzzFeed – lo stesso BuzzFeed che rilasciò il dossier fraudolento di Steele contro il Presidente americano Trump) che, tuttavia, non ha validità giuridica perché è stato ottenuto illegalmente.

16 ottobre 2018: Giovanni Tizian e Stefano Vergine erano a Mosca contemporaneamente a Salvini. Tizian ha raccontato che erano sulle tracce di “denaro russo per la Lega” e avevano ricevuto una soffiata da una fonte. I due raggiunsero l’Hotel Metropol un’ora prima dell’incontro tra l’amico di Salvini, Savoini (Associazione Amicizia Lombardia-Russia), due italiani e due uomini d’affari russi. La coppia Tizian-Vergine ha scattato una foto come prova dell’incontro.

24 febbraio 2019: la stessa coppia pubblica in anteprima un capitolo del loro “Libro nero della Lega”, che riporta l’incontro del Metropol con citazioni attribuite al gruppo italo-russo su come finanziare la Lega con una tangente ricavata da un accordo petrolifero tra Rosneft e ENI. Tuttavia, la coppia Tizian-Vergine non ha esibito l’audionastro perché non ne era in possesso. Il duo ha anche riferito di un incontro segreto tra Salvini e Dmitry Kozak, definito l’uomo di Vladimir Putin per gli affari petroliferi. L’incontro sarebbe avvenuto nell’ufficio di Vladimir Pligin, un avvocato vicino a Kozak. Tuttavia, Tizian e Vergine non hanno detto di aver pedinato Salvini – quindi, chi diede loro l’informazione?

11 luglio 2019. Il corrispondente di BuzzFeed a Londra annuncia di essere in possesso del nastro della conversazione al Metropol e pubblica una trascrizione, ma di una piccola parte del nastro.
In altre parole, qualcuno che era a conoscenza dell’agenda di Salvini e Savoini a Mosca aveva informato in anticipo i due giornalisti italiani e intercettato la conversazione al Metropol, fornendone una trascrizione al duo Tizian-Vergine e infine la registrazione a BuzzFeed.

Parlando ai giornalisti a Bruxelles il 19 luglio, Salvini ha paragonato “Moscopoli” al Russiagate. “Sono due anni che stanno inseguendo anche Trump, senza dubbio molto più importante di me: gli stanno cercando soldi russi, legami russi, hacker russi, eppure non hanno trovato nulla. Come in casa Salvini e Lega, non troveranno nulla di russo. Le spie sono nei film di James Bond”. Gli inquirenti non troveranno nulla, tranne che “Putin è un grande leader”.



   

 

 

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