Bufera Csm, Palamara tira in ballo il consigliere di Mattarella

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Una talpa al Quirinale. Nelle carte dell’inchiesta di Perugia che sta travolgendo il Csm, l’ex presidente di Anm Luca Palamara tira in ballo il consigliere del presidente Sergio Mattarella per gli affari dell’Amministrazione della giustizia, Stefano Erbani. Lo scrive Repubblica, secondo cui Palamara durante i suoi interrogatori dice che il consigliere del Colle attraverso una catena di sant’Antonio, di bocca in bocca, di confidenza in confidenza, lo avvisa che il suo smartphone era stato “infettato” dal Gico della Guardia di Finanza con lo spyware trojan che trasforma un telefono in un microfono perennemente in ascolto. Accuse che Erbani ha bollato come “false” annunciando querele nei confronti di Palamara.

Repubblica spiega che durante il suo interrogatorio, Palamara protesta la propria innocenza e, tra l’altro, per convincere chi lo ascolta di non avere mai avuto nulla da nascondere usa un argomento che ritiene decisivo. “Sapevo del trojan nel mio telefono“, dice. “A Roma, se ne parlava”, aggiunge. “Ma io parlavo con chi mi pareva. Non avevo paura di nulla perché non avevo nulla di cui temere“. Dietro quel generico e assai evocativo “a Roma se ne parlava”,, Palamara sembra voler proteggere un dettaglio non esattamente irrilevante. Chi ne parlava? E, soprattutto, chi ne parlava con lui? I pm glielo chiedono e il magistrato abbozza un’altra mezza risposta.



Se ne parlava alle cene“. Quelle che, con cadenza ossessiva, dall’8 maggio in avanti, riunivano, sempre dopo la mezzanotte, consiglieri del Csm e i due parlamentari del Pd Cosimo Ferri e Luca Lotti per pianificare la nuova geografia giudiziaria del Paese. È a questo punto che i pm di Perugia contestano a Palamara proprio una delle intercettazioni ambientali captata in una di quelle notti dal trojan nello smartphone del magistrato romano. In quella registrazione, Palamara parla con Cosimo Ferri del software spia e i due fanno riferimento alla circostanza che a mettere sull’avviso di quelle intercettazioni siano stati dei consiglieri del Csm che a loro volta hanno saputo quella circostanza coperta da segreto da una fonte del Quirinale. Palamara a questo punto interrompe i pm che lo interrogano. “Lo sapete già, allora…”. E fa il nome di quella asserita talpa indicata dai consiglieri nelle loro chiacchiere notturne a ruota libera: Stefano Erbani.

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