Milano: 860mila euro per l’inclusione ma i Rom tornano nelle baraccopoli

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Altri soldi buttati da parte dell’amministrazione comunale di Milano per un’integrazione farlocca. Questa volta si tratta di un totale di ben 860mila euro, investiti per l’inclusione dei nuclei famigliari di etnia rom attraverso il Centro per l’autonomia abitativa di via Novara. Il progetto del Comune targato Pd ha l’obiettivo di accompagnare all’autonomia le persone ospitate. Tra il 2016 e il 2018, però, dal Caa di via Novara sono state dimesse 133 persone (112 rumeni, 6 italiani di etnia sinti, 5 egiziani, 4 salvadoregni, 3 marocchini, un albanese, un macedone, un tunisino) e 52 di queste non hanno portato a termine il percorso, rimanendo di fatto senza casa.

“In tre anni sono stati spesi 860.000 euro per aiutare a trovare casa a 81 persone, praticamente oltre 10mila euro per ognuno di loro: altri soldi sprecati in nome di quell’integrazione di facciata sponsorizzata dalla sinistra, che però come al solito resta lettera morta”, afferma Silvia Sardone, consigliere regionale e comunale del Gruppo Misto.



Questa cifra si somma agli oltre 2 milioni di euro spesi per tenere in vita il Centro di accoglienza di via Sacile, chiuso nelle scorse settimane dopo mesi e mesi di ritardo. In questo caso, dei 405 ospiti dimessi nel triennio 2016-2018, ben 223 non hanno concluso il percorso di inclusione che avrebbe dovuto portarli al trasferimento in centri per l’autonomia abitativa o a reperire soluzioni autonome. In pratica, quindi, oltre la metà degli ospiti si trova a spasso per la città.

Inoltre, per i primi quattro mesi del 2019 l’amministrazione comunale ha stanziato oltre 100.000 euro per il Centro di via Novara, perseverando nella sua linea di integrazione a tutti i costi nonostante i numeri certifichino il fallimento del progetto.

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