Corpo mutilato e bruciato a Milano, fermati due colombiani

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Mutilato, decapitato, chiuso in una valigia e bruciato: giallo a tinte horror a Milano – due uomini sono stati fermati nell’ambito delle indagini sul giallo della Bovisasca. Secondo quanto apprende La Repubblica da fonti investigative, si tratterebbe di due uomini di origine colombiana arrivati in città nei giorni scorsi. Uno di loro sarebbe stato bloccato dalla polizia questo pomeriggio mentre tentava di ritornare in Sudamerica partendo dall’aeroporto di Malpensa.

Sarà l’autopsia a tentare di dare un’indentità ai resti del corpo, mutilato e chiuso in una valigia a cui poi è stato dato fuoco, trovato nella serata di sabato 30 marzo in via Cascina dei Prati a Milano (zona Bovisasca, periferia Nord di Milano). Sul caso stanno lavorando gli agenti della Questura di Milano, ma per il momento c’è nessuna certezza, neppure se i poveri resti appartengano ad un uomo o una donna: l’anatomopatologa Cristina Cattaneo dovrà provare a dipanare i primi dubbi. Gli accertamenti al medico legale dovranno chiarire quando è avvenuto il decesso e con che utensile sia stato sezionato il cadavere.



Secondo una prima ricostruzione sembra che il cadavere – decapitato, con le braccia e le gambe amputate – sia stato chiuso in una valigia che successivamente è stata depositata accanto a un gabbiotto, chiuso con un lucchetto, in cui vengono riposti sacchi di rifiuti del condominio. Chi ha fatto divampare l’incendio (e non è chiaro se è stata la stessa persona che ha commesso l’omicidio, sezionato e abbandonato la salma) pare abbia usato del liquido infiammabile contenuto in una tanica, trovata vicino al rogo. Sempre tra l’immondizia è stata trovata anche una bombola del gas che non è stata coinvolta dalle fiamme.

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