La flat tax è un percorso obbligato, il Mef non dia numeri a caso

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Oggi anche Il ministro dell’Interno ha commentato la simulazione elaborata dal ministero del’Economia secondo cui la misura costerebbe 59,3 miliardi. Per la Lega ne servirebbero solo un quarto per iniziare. Tria precisa: “Nessuna stima su riforma specifica”.

(tg24.sky.it) Secondo un’ipotesi fatta al Mef la flat tax a due aliquote sul reddito familiare avrebbe un costo di 59,3 miliardi. “Non siamo al Superenalotto – ha detto il vicepremier – I numeri li contiamo con più precisione”. Per la Lega, infatti, servirebbero 12-15 miliardi. Intanto il ministro dell’Economia ha smentito esista un’analisi sulla misura arrivata al Mef: “Nessuna stima sulla riforma specifica”.

“Stiamo lavorando anche per le famiglie – ha spiegato Salvini – stiamo facendo tutti i conti del caso ma siamo convinti che se abbassi le tasse lo Stato poi incassa di più. È un investimento intelligente per il futuro. Con una cifra tra i 12 e i 15miliardi diamo un primo colpo sostanzioso e un abbattimento fiscale non a tutti ma a tanti. È l’inizio di un percorso, una rivoluzione epocale”.

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Siri: “Flat tax è nel contratto di governo”

A difendere la flat tax è poi il sottosegretario alle infrastrutture Armando Siri, padre della misura. “La nostra proposta di flat tax familiare è fattibile e ricordo che fa parte del contratto di governo”, ha detto Siri in un’intervista a La Stampa, evidenziando che “avrebbe lo stesso impatto sui conti pubblici che ha avuto il reddito di cittadinanza”. Ma come finanziarla? Per il sottosegretario si potrebbe partire “dai tagli di spesa e con la rimodulazione delle tax expenditures”, fino ad arrivare a toccare gli 80 euro del governo di Matteo Renzi: “Non è un tabù, si possono pure toccare purché, e questo è molto importante, il risultato finale sia l’abbattimento complessivo della pressione fiscale”.

Siri: “Mai visto lo studio del Mef”

Il sottosegretario ha inoltre affermato di non aver mai visto l’analisi del Mef. “Se esiste io non l’ho mai visto – ha spiegato Siri – Stiamo parlando di un progetto molto diverso dalla fase 2 della Flat Tax che invece abbiamo in mente noi, ovvero il voler applicare fino a 50 mila euro di reddito, il 15% di aliquota fissa con le deduzioni che sono inversamente proporzionali al reddito”.

Tria: “Nessuna stima Mef su riforma specifica”

A confutare l’esistenza di una stima del Mef sulla flat tax è proprio il ministro dell’Economia Giovanni Tria: “Proposte specifiche non sono arrivate all’analisi del Mef. La flat tax è allo studio da luglio su varie possibili ipotesi, quindi non c’è nulla di nuovo”. Tria, alla presentazione dei risultati 2018 dell’Agenzia delle Entrate, è poi passato a parlare della pressione fiscale sostenendo che “sarà restituita ai cittadini attraverso riforme fiscali che devono aggiustare le aliquote, ma questo si può fare man mano che l’evasione viene ridotta, eliminarla è un po’ difficile, e man mano che si rivedono le spese dello Stato”. Sui dati illustrati dall’Agenzia, infine, il ministro si è detto soddisfatto: “Siamo sulla buona strada nel recupero di gettito”.

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