Dopo Renzi, la Troika: i tecnici scaldano i motori

 

I tecnici stanno riprendendo piede in Europa, dopo la fallimentare gestione della crisi dei debiti sovrani negli anni passati. Ieri, il governo ha dovuto smentire una ricostruzione di stampa, secondo la quale il salvataggio di MPS avverrebbe ad opera del fondo salva-stati europeo ESM.

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Lo scrive Timpone su investireoggi.it

Una smentita è una notizia data due volte

Come spesso capita in politica, una smentita equivale a una conferma. Le sole voci di un intervento dei super-tecnici europei a sostegno di una o più banche italiane ci dovrebbe segnalare lo stato di potenziale commissariamento a cui soggiaceremmo, perché è evidente che non si tratterebbe di un pasto gratis.

Tassa patrimoniale nuova frontiera per tecnici

A cosa punterebbe un ennesimo governo tecnico a Roma? Stando alle sollecitazioni provenienti dalla Bundestag, così come anche dall’FMI, verrebbe imposta una tassa patrimoniale, magari introducendo una franchigia per i piccoli patrimoni. Fa gola alla UE una ricchezza privata netta complessiva di famiglie e imprese italiane intorno a quasi 9.000 miliardi di euro.

Tutto, dalle case ai conti bancari, dagli investimenti finanziari ai beni mobili registrati (auto, barche) sarebbe tassato in maniera stabile nel tempo, al fine di recuperare quelle risorse necessarie per il bilancio pubblico, tali da coprire il deficit e magari garantire un margine di manovra per detassare gli utili delle imprese e il lavoro. E scordatevi che l’aumento dell’IVA venga disattivato, perché anche i consumi sarebbero colpiti. E ancora una volta, in Parlamento si troverebbero maggioranze trasversali “per il bene del paese e senso di responsabilità”.



   

 

 

1 Commento per “Dopo Renzi, la Troika: i tecnici scaldano i motori”

  1. Commento questa frase di Armando : “Le sole voci di un intervento dei super-tecnici europei a sostegno di una o più banche italiane ci dovrebbe segnalare lo stato di potenziale commissariamento a cui soggiaceremmo…”.

    Evidente che cosi doveva finire, visto che in Italia le istituzioni non hanno ancora imparato la gestione eccellente a livello euroipeo Nord ! Inoltre la frode allo stato, negli stessi contesti, è cosa di tutti i giorni ! !

    GESTIONI PUBBLICHE ITALIANE

    I fallimenti delle istituzioni italiane, molto aumentati molto negli ultimi anni, in realtà sono sempre esistiti dal dopoguerra in poi. Essi sono una caratteristica “strutturale del sistema Italia”. Le evoluzioni negli anni sono state tali che gli sprechi sociali hanno la tendenza ad aumentare.

    Sarebbe un suicidio per il Paese e per le tasche dei cittadini e per il futuro degli Italiani non fare quello che si fa nei Paesi europei avanzati, in caso di crisi:

    - analisi delle cause;
    - riflessione seria per individuare gli strumenti necessari ad eliminare le cause.

    Per mettere in atto una procedura simile, che è l’UNICA CHE SALVEREBBE IL PAESE, occorrono delle abitudini un po’ rare in Italia, e cioé:

    - analisi seria (senza i soliti giochi di dstr e snstr);
    - precisione, coerenza e logica del processo; in pratica evitando il teatro della Commedia dell’Arte Politica..;
    - confronto fra il povero sistema Italia e i Paesi del Nord Europa che sanno gestirsi.

    Un’analisi seria è stata fatta dal sottoscritto per un decennio almeno. Non a caso, vista la mentalità prevelente in Italia, è un espatriato che ha fatto l’analisi. La motivazione era: abitando in Francia e lavorando in tutta Europa, potevo fare ogni settimana un nuovo confronto. Ecco cosa ho trovato:

    - dalla stampa italiana ho listato i fallimenti dell’azienda Italia, i più eclatanti;
    - dai paragoni da me fatti giorno per giorno ho potuto cumulare i motivi primari dei fallimenti stessi, nei comportamenti diffusi.
    Sono quindi disponibile per une testimonianza basata sui fatti, sulle differenze coll’Europa Occid.

    I fattori di inefficienza del sistema Italia sono almeno 8. Essi possono essere cumulati sotto un paio di titoli: a) la grande approssimazione e non professionalità delle gestioni pubbliche, accompagnata da menefreghismo; b) il prevalere troppo frequente degli interessi di clan o personali rispetto a quelli del Paese; c) il doppio scenario frequente : fingere di far qualcosa nell’interesse del Paese; in realtà gestire con tornaconto ! Tanto la punizione è poco probabile….

    In Italia succede regolarmente una cosa che non sarebbe accettata in molti Paesi europei: alla fine della costruzione di un’infrastuttura, i tempi ed costi risultano molto maggiori di quelli preventivati.

    Questi metodi che non sono europei (a Nord delle Alpi non esitono), ma latino-americani, hanno continuamente ed in misura elevata, provocato, sprechi, deficits e fallimenti. Vista la diffusione dei fattori di inefficenza, non è strano che il parlamento, in anni di chiacchiere sul conflitto di interessi, non abbia mai deciso una legge per combatterlo. Se avessero definito una legge sul conflitto di interessi, il giorno dopo sarebbero stati indagabili il 40 % dei parlamentari e funzionari pubblici !

    Non potendo, in un commento conciso, andare nei dettagli che porterebbero a pagine di analisi, accenno solo che in Europa Occid. si usa mettere i conti e i contratti pubblici in mano a ragionieri usi alla pignoleria. Mentre in Italia essi sono in mano a mercanti da souk !

    Una conseguenza: il debito pubblico elevatissimo e …. a rischio altre difficoltà con le agenzie di rating ! La Commiss. Europea sorveglia il gov. Italiano.

    Ulrich Realist

    ulrich33@orange.fr

Commenti chiusi

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