Emergenze Italia: lacci e lacciuoli vengono al pettine. Chi li scioglierà?

 

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Armando Manocchia intervista Ulrich Realist: come vede l’Italia un italiano all’estero.

Una grandissima parte del territorio italiano è a rischio idro-geologico. Inquinato da residui tossici. Solo nella Pianura Padana il livello di inquinamento è tre volte superiore al limite max europeo.

Il debito pubblico è il più alto tra i Paesi sviluppati. La disoccupazione tra le più alte d’Europa è all’11,5%, con la preoccupante disoccupazione giovanile al 40%, insieme all’immigrazione clandestina che anche i sordi e i ciechi vedono come una invasione programmata, sono il vero dramma dell’Italia, Paese che con un governo, un parlamento e un capo dello Stato incostituzionali e una Magistratura che mantiene ‘incravattati’ i politici per le solite ruberie e corruttele, è solo la base di partenza per il baratro, per il fallimento, con il conseguente funerale, che verrà celebrato dalla Commissione Europea per insostenibilità del debito e con la relativa desovranizzazione, si ridurrà a Regione, neanche del Sud Europa, ma del Magreb.

Le manifestazioni di cittadini: scontenti, arrabbiati, frustrati, vilipesi e vessati, nascono sporadiche qua e là per lo stivale. Attecchiscono più facilmente nelle aree dove lo Stato si è diviso il territorio con le mafie. Nelle zone franche dove lo Stato non è presente o dove, per non sapere fare lo Stato, finge di esserlo.

Gli italiani sbuffano, imprecano, di fronte a tante emergenze e soprattutto tanti sprechi. Ma non si chiedono (complici i media) se qualcosa di folle stia succedendo, per malasorte o per punizione delle ripetute sconcezze di un popolo che non è ‘popolo’ a causa della mancata ‘Educazione’ (lo stato ci ha dato solo Istruzione) e dell’assenza di Unità/Solidarietà/Valori. Sono decenni che la società italiana non funziona e regredisce! E nessuno ha reagito, nessuno reagisce, perché la Nazione non esiste…

Ormai il livello di mitridatizzazione del cittadino italiano è elevatissimo e bisogna chiedersi: come andrà a finire, quale sarà il futuro? Aumenteranno gli abusi, le emergenze, vista la magra qualità del lavoro nelle sedicenti Istituzioni, gonfie di lottizzati, imbucati e mal formati, quando non di ladri e corrotti?
Tutte domande che abbiamo posto a Ulrich Realist, un italiano che 30 anni fa decise di espatriare da un Italia che rinnegava i diritti, ma da sempre attento osservatore delle evoluzioni della nostra società e nostro malgrado del degrado dell’Italia.

Dice Ulrich Realist: “Purtroppo le emergenze aumenteranno, diverranno anche più pericolose, finché diverrà necessario riconoscere – e lo faranno gli Europei, non credo questi Italiani – che si tratta di un disastro sociale (un vescovo aveva addirittura ha parlato di “degrado antropologico”..!)

Manocchia: “Di fronte a tante sciabolate nell’acqua, di fronte alla bassa qualità delle gestioni sociali italiane, si sveglieranno gli Italiani? Accuseranno i politici? E quali, quelli di destra o di sinistra?”

Ulrich Realist: “E’ proprio questo che sto cercando di far capire. Se come me, anche molti altri italiani capiranno che è una questione di incapacità gestionale, di burocrazia, di qualità del lavoro, di lottizzazioni, di raccomandazioni, di strafalcioni, bisogna solo sperare che gli Italiani che oggi sono in preda ad una diffusa mistificazione della realtà, si sveglino escano dal torpore e capiscano il problema sociale del Paese Italia! Badate bene è un problema che esiste da almeno 30 anni e che per malafede o incapacità non è mai stato ancora affrontato ……, né dai governi Costituzionali o incostituzionali (come l’attuale) e tantomeno dal Parlamento anch’esso Costituzionale o incostituzionale (sempre come l’attuale), da sempre impegnato in tornaconti di parte….. Ecco perché la recessione… L’Italiano sociale è un sonnambulo che crede di camminare in un giardino fiorito, mentre non si avvede – o preferisce non vedere – che le sue scarpe affondano nella melma, quando non nella merda. Eppure Barzini scrisse (50 anni fa): “Italiani, divenite responsabili, abbandonate le protezioni!

“Se l’Italiano – aggiunge Ulrich Realist – continua ad accettare, a sopportare, a incassare, fatto salvo partecipare a qualche manifestazione o qualche sciopero, solo per ‘dovere’, in quanto ‘militante’ di un sindacato o di un partito (la differenza trovatela voi). Se continua a credere che il suo beniamino politico lavori per il Paese, per il bene comune e sia capace di gestione accorta….., allora non c’è speranza! Si finirà per forza nel baratro. Si andrà al fallimento di un Paese che pensa di aver realizzato l’Unità d’Italia, mentre invece l’ha lasciata incompiuta, soddisfatto della sola unificazione del territorio!”

Manocchia: “La società italiana, lo dice anche l’Inno di Mameli: ‘”da sempre siam calpesti e derisi perché non siam popolo perché siam divisi..”

Ulrich Realist: Infatti, la società italiana, non è una società coesa – non è una Nazione (termine che i taglialingue definiscono ‘politicamente scorretto’), ma è una finta società unita, per mancanza di fondamentali. Insomma, in Italia non si è ancora scoperto ciò che io e altri espatriati abbiam capito da tempo. Nei Paesi europei a Nord delle Alpi i diritti dei cittadini non vengono lesi o restano sulla carta come in Italia, vengono realizzati, per la semplice applicazione di una regola di coerenza: “ Per gestire un Paese, cosa difficile, ci vogliono persone motivate e formate all’eccellenza gestionale.

Manocchia: “Perché secondo lei la verità non si dice? Ad esempio, dovrebbe esser chiaro, ma perché non si dice affatto che la mentalità e i comportamenti inefficienti degli italiani, peraltro peggiorati parecchio di recente, non sono compatibili con lo sviluppo economico?”

Ulrich Realist: Gli amministratori delle Istituzioni dei Paesi avanzati sono scelti per servire i cittadini, non certo per fingere di servirli, per abusarne come in Italia. Generalmente, gli uomini pubblici vengono selezionati per professionalità, formati per il ruolo che viene loro affidato, dunque sanno cosa è la gestione accorta della ‘casa comune’. E soprattutto, conoscono l’imperativo del proprio dovere, la gestione di qualità, e non come in Italia, il Doppio Scenario (fingono di lavorare per il Paese, ma lavorano per il proprio clan o lobby). Questo avviene perché nel resto d’Europa, i cittadini conoscono bene i propri diritti, i quali sono consegnati in leggi scritte da professionisti del diritto, non da quelli che a Napoli chiamano “pagliette”(avvocaticchi ndr).

Manocchia: “Non crede che la mistificazione collettiva della realtà faccia credere che in Italia ci siano tutti gli strumenti per gestire un Paese?”

Ulrich Realist: “Eccola, è questa la grande menzogna di base, nel Paese dalle due realtà, quella che si dice, con tanta superficialità, e quella vera ….., nascosta, che peggiora…. E intanto, durante una manifestazione in Campania, per la prima volta, la bandiera italiana viene calpestata da gruppi di persone abusate e frustrate da pseudo istituzioni non o mal-funzionanti….”

Manocchia : “Qual è lo scenario vero secondo lei?”

Ulrich Realist: “Si tratta di uno scenario che è simbolo di una falsa unità, che è stata finta per decenni. La sceneggiata di far apparire l’Italia come una Nazione, e non come in realtà è o come la si vede da fuori, dall’estero: un Far West ove magliari di tutti i tipi, affabulatori con accenti e interessi diversi, arraffano, complottano, inciuciano, si scontrano, per accedere alla cassa nazionale (quella che alimenta gli appetiti dei politici), generando innumerevoli SPRECHI (il maggior prodotto del Paese, ma non se ne parla). Poi perché parlarne, se il ministro dell’economia li compensa con i tagli lineari alla spesa pubblica?

Manocchia: “ Eppure basterebbe un po’ di logica che farebbe pensare ad esempio che se quest’anno ci saranno tagli del 10 %, vorrà dire che gli sprechi sono aumentati del 10 %…. e tutto ciò, indifferentemente e indipendentemente dalle incapacità di amministrare della sinistra o di vigilare della destra o delle sedicenti opposizioni. Ma è ovvio che tutto ciò non verrà ammesso dai politici né dai politicanti…., dunque sono gli italiani, sono i cittadini, dovrebbero essere i sindacati ad aprire gli occhi, mentre i primi sembrano ipnotizzati e i secondi complici. Non crede? “

Ulrich Realist: “Mi creda, sono ormai stufo di allarmare sonnambuli. Ma attenzione, il tempo come la vita presenta sempre il conto. Tutti i nodi del ‘Doppio Scenario’ degli ultimi 30 anni almeno, stanno venendo al pettine… Chi li scioglierà? Chi vivrà vedrà intanto si salvi chi può!

Conclusione: Ricostruire è possibile, ma non facile: la strada è lunga e stretta. Essa inizia dal riconoscimento della vera realtà sociale e dalla conoscenza del contesto globalizzato. Discorso lungo e interessante, rinviamo alla prossima. Per adesso riflettiamo su: “Non avremo fatto le nozze con i fichi secchi?- cioé l’unità dei magliari invece dell’Unità degli Italiani?”

Armando Manocchia – -  @mail



   

 

 

1 Commento per “Emergenze Italia: lacci e lacciuoli vengono al pettine. Chi li scioglierà?”

  1. E’ PERFETTAMENTE NEL GIUSTO . NEL MIO AMBIENTE (GIA’.. DI 30ANNI Fà) PER INDICARE CHI COMMETTEVA ERRORI “NON VOLUTI” – SI DEFINIVAMO “MANISCALCHI”- E pensare ogni sei mesi agli esami per aggiornamenti.!!!
    Per capire l’antifona “Maniscalchi” TUTTI ; a mala pena, forse uno si salva … nel ferrare i cavalli con i chiodi allo zoccolo sangue al Cavallo.!
    Ne avrei tante da raccontare dall’arroganza di potere … il subordinato se va bene E’ il superiore bravo . SE và male paga il subordinato che non si è rifiutato . Ora e’ una Italia ridotta a una cloaca .!

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