Aumento di mortalità causato da crisi economica e tagli alla sanità

 

TAGLIIn Europa e in Italia stanno crescendo in misura allarmante i decessi legati a terapie inadeguate, quindi evitabili, e le morti in qualche modo collegate alla crisi economica. Possiamo davvero definirci un Paese evoluto e civile in presenza di tante e tali inefficienze? La risposta è semplice: si può parlare di un Paese progredito solo se il Servizio Sanitario Nazionale ha le risorse necessarie per rispondere alla domanda di salute e per garantire prestazioni adeguate ai cittadini che ne hanno bisogno.

Recenti indagini mostrano con disarmante chiarezza la gravità della situazione. Il rapporto Eurostat denuncia che in Europa una morte su tre si sarebbe potuta evitare se i servizi sanitari avessero garantito cure adeguate, mirate ed efficaci, mentre nuovi studi sui tumori trattabili hanno rilevato che all’aumento del tasso di disoccupazione corrisponde un incremento della mortalità per tutti i tipi di cancro. Tali ricerche dimostrano inoltre che l’impossibilità di accedere alle cure si riflette sulla sopravvivenza: in altre parole in assenza di copertura sanitaria adeguata cresce la mortalità per tumore.

Tutte le conquiste medico scientifiche degli ultimi anni rischiano di essere vanificate da provvedimenti di cosiddetto riordino: i tagli alla sanità pubblica mettono a rischio i livelli essenziali di assistenza e ignorano le necessità di una popolazione che non solo invecchia e si trova a dover affrontare la crescita delle malattie croniche ma che viene anche schiacciata dal peggioramento delle condizioni socio economiche e dalla riduzione di risorse per il Servizio Sanitario Nazionale. agi



   

 

 

2 Commenti per “Aumento di mortalità causato da crisi economica e tagli alla sanità”

  1. Invece l’Italia e’ un Paese evoluto. In America se non paghi o non hai una buona Assicurazione non ti curano (non so se con Obama e’ cambiato molto). E poi, se si da’ un taglio alla popolazione italiana, specie anziana, c’e’ piu’ posto per accogliere i “migranti”.

  2. Ricordiamo sempre di ringraziare i responsabili che ci hanno portato nel sistema che genera la crisi, con cambio fisso e sovrastrutture UE che annullano la volontà di parlamenti e democrazie. Ieri come oggi, i loro sostenitori nella politica, nei media, nelle sedi di dibattito: sono loro i collaborazionisti che ci hanno venduti e che ci raccontano di una fantomatica crisi scesa dal cielo, per risolvere la quale è necessario “fare le riforme” volute dal capitale, eliminare i diritti conquistati col sangue, il lavoro, la sanitàm, e distruggere la Costituzione come sfacciatamente auspicato della grande finanza internazionale (es. JP Morgan). La “crisi” serve a questo e non sparirà finché non se ne eliminerà la causa, e chi l’ha introdotta. Smettiamo tutti di ripetere come scimmiette la storiella degli sprechi, della corruzione, del debito pubblico, dell’evasione, dei cavalli di battaglia di chi ha interesse a mistificare. Ricordiamolo ancora una volta: “Questa crisi è creata dall’uomo e ha un nome di quattro lettere: EURO” (Joseph Stiglitz, nobel per l’economia nel 2001).

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