ISIS è l’islam e sostiene la visione apocalittica di un jihad globale

 

Minacce Isis Roma

Video che riprendono brutali assassini, asservimento delle minoranze religiose, indottrinamento e formazione di bambini soldato, attentati suicidi in luoghi affollati – sono solo alcuni dei crimini efferati commessi dallo Stato Islamico (ISIS). In una certa misura, tali atti rispecchiano le tattiche impiegate da altri gruppi estremisti e paramilitari violenti, ma ciò che distingue ISIS è il suo messaggio ideologico ed i mezzi usati per diffondere tale messaggio.

Quindi emerge una domanda: che cos’è che spinge (guida) lo Stato islamico?

Ad una prima occhiata, l’ideologia ISIS può essere suddivisa in tre componenti principali.

1) La prima è l’interpretazione salafita dell’Islam. Il salafismo, che ha origine dalla parola araba salaf e significa antenato, si riferisce alla versione dell’Islam praticata dal profeta Maometto e dalle prime generazioni di musulmani nel VII secolo. Chi aderisce al salafismo è convinto di avere l’obbligo di purificare la fede islamica, garantendo un ritorno della “civiltà ad un contesto giuridico del VII secolo.”

Cole Bunzel, esperto in teologia ISIS, spiega: “I Salafiti si considerano gli unici veri musulmani e ritengono che chi pratica la cosiddetta ‘grande idolatria‘ sia al di fuori dei limiti della fede islamica”.

ISIS applica quel genere di salafismo che concede licenza di violenza contro tutti quelli, tra cui i fratelli musulmani, che non condividono il punto di vista salafita.

Scrive Jacob Olidort, uno dei principali studiosi sul salafismo: “Per i salafiti violenti, la mancata adozione della loro visione del mondo è espressione del deliberato rifiuto dell’Islam – un rifiuto che giustifica la scomunica. Gli scomunicati vengono chiamati Takfîri e contro di loro è permesso ogni genere di violenza

“Nell’Islam, la pratica del Takfîr, o scomunica, è teologicamente pericolosa”, dice Grame Wood in The Atlantic. “A seguito della dottrina takfiri, lo Stato Islamico è impegnatato a purificare il mondo uccidendo un gran numero di persone“.

La devozione alla dottrina takfiri è un fattore di distinzione tra il ISIS e al Qaeda. Mentre ISIS mira a distruggere o convertire con la forza chi non vuole adottare la loro versione dell’Islam, al Qaeda cerca di attirare i “non credenti” e convertirli alla loro causa, fornendo servizi di base e dimostrando che la vita sotto il loro governo è preferibile.

Harleen Gambhir, analista dell’antiterrorismo presso l’Institute for the Study of War, spiega: “Mentre ISIS incita ad una jihad globale, al Qaeda sta cercando di espandersi”.

2) Il secondo pilastro dell’ideologia ISIS  è la convinzione che l’Islam svolga un ruolo essenziale nel sistema politico. Lo dimostra appunto la creazione del califfato, dove il leader politico, o califfo, Abu Bakr al-Baghdadi, è anche l’autorità religiosa dell’Isis. ISIS “crede ad una versione politicizzata dell’Islam che deve dominare tutte le altre forme di ordine sociale atttraverso un califfato, che dovrebbe diventare globale. La loro interpretazione della Sharia controlla tutte le forme di attività umana “, spiega Tom Quiggin. La convergenza tra religione e Stato, sotto forma di un califfato, è fondamentale per il mantra e il fascino dell’ISIS.

3) In terzo luogo, ISIS sostiene con forza la visione apocalittica di un jihad globale, in cui il mondo musulmano deve combattere contro l’Occidente per ottenere il dominio globale.

Un elemento del jihad globale è il jihad difensivo,  concetto sostenuto da al Qaeda, secondo cui è dovere dei musulamni proteggere le terre dai crociati occidentali e invasori. Il jihad defensivo – formulato per la prima volta nel 1980 dai mujaheddin afghani che hanno combattuto per respingere l’Unione Sovietica – si basa sulla percezione che le terre musulmane siano sotto attacco da parte dei governi occidentali laici che cercano di imporre la loro volontà, e che quindi tutti i musulmani devono prendere le armi per sconfiggere questa minaccia.

ISIS invece vuole un jihad offensivo che mira ad eliminare i non credenti (non islamici) in tutto il mondo, anche se non costituiscono una minaccia. In un discorso del 2007, il primo leader dell’ISIS, Abu Omar al Baghdadi (da non confondere con il leader attuale ISIS ‘Abu Bakr al Baghdadi) ha dichiarato che lo scopo del jihad è quello di garantire che al mondo non resti nessun idolatra o non credente . E’ fondamentale attaccare gli apostati nel loro territorio, al fine di diffondere la parola di Dio” ha dichiarato Baghdadi.

Forse, altrettanto importante quanto la sua filosofia, è la capacità ISIS ‘ di diffondere la sua teologia attraverso i social media e altri strumenti tecnologici. La capacità dell’Isis di sfruttare la tecnologia per diffondere il suo messaggio ha superato di gran lunga la portata di al Qaeda.

Poiché ISIS continua a promuovere le sue opinioni radicali ed effettuare attacchi dannosi, la lotta contro la loro ideologia rimane la chiave per sopprimere la loro campagna.

Bennett Seftel is the Deputy Director of Editorial at The Cipher Brief



   

 

 

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