Arcigay contro Anpi: Elio Marcuzzo fu ucciso dai partigiani perché gay

 

Arcigay, polemica con Anpi: “Riveli i nomi degli omosessuali che hanno partecipato alla Resistenza”

Ucciso a 28 anni dai partigiani della Brigata Garibaldi con la scusa di essere una spia nazista, ma in realtà perché gay. Ora, in occasione del 25 aprile, il presidente dell’Arcigay, Flavio Romani, chiede che l’Anpi si scusi per l’assassinio di Elio Marcuzzo.

Ossessione-Marcuzzo

Ospite al programma “KlausCondicio” di Klaus Davi, in onda su Youtube, il leader dell’associazione gay ha precisato di non voler fare alcuna polemica sulla Resistenza, “che resta assolutamente un momento fondamentale della democrazia italiana. Il punto è che è stato assassinato un uomo dai partigiani per la sua omosessualità e che va riabilitata la sua memoria infangata dalla mistificazione. Già il grandissimo Pietro Ingrao ebbe modo di scusarsi con i familiari di Marcuzzo, l’Anpi non l’ha mai fatto. E’ venuto il momento e lo chiediamo a gran voce”.

Elio Marcuzzo era un attore: aveva debuttato con Alberto Sordi, fino a diventare coprotagonista del film “Ossessione” di Luchino Visconti. Nella sua vita, aveva conosciuto personalmente Pietro Ingrao. Sarebbero state due traduzioni, una dall’inglese e una dal tedesco, per conto di un impiegato comunale di Treviso, ad aver generato il sospetto che fosse una spia, e a portarlo alla morte nel 1945.

“E’ una vicenda – ha aggiunto Flavio Romani – davvero nera e davvero terrificante della nostra Resistenza il fatto che questo attore sia stato trucidato e accusato di collaborazionismo, cosa che poi in realtà non era; anzi, lottava per la libertà di questo Paese. Quindi, che il suo omicidio sia stato dovuto al fatto di essere omosessuale è davvero un’ombra pesante, di cui ci vergogniamo. Chiediamo una rivalutazione storica e umana di Marcuzzo e di ciò che è stato questo episodio di quella pagina della storia italiana, di un periodo glorioso e importante come la Resistenza. E’ una pagina che deve essere ancora scritta per bene: se ci fosse la possibilità di fare un approfondimento scientifico da parte di storici della Resistenza, sarebbe davvero un bel segnale”.

Nel corso della trasmissione di Klaus Davi è stata rimandato in onda un brano della telefonata, organizzata dal giornalista Sergio Sciarra, tra Rina Marcuzzo, sorella di Elio, e Pietro Ingrao, nella quale il grande leader si scusò per il “terribile equivoco”.

Attraverso le telecamere di “KlausCondicio”, Romani si è poi rivolto all’Anpi anche per esortare l’associazione “a rivelare i nomi di altre figure omosessuali che hanno fatto parte della Resistenza, ma che non sono state adeguatamente riconosciute. Ci sono dei capi partigiani, dei militanti, la cui omosessualità è stata sempre un po’ nascosta, messa in secondo piano, censurata, perché questo significava in qualche modo svilire il valore della Resistenza”.

romatoday.it



   

 

 

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