La UE pronta a chiedere agli Stati “una più ampia cessione di sovranità”

 

Si pensa alla nascita un Tesoro unico dell’Eurozona, dove prendere alcune decisioni fiscali e sui bilanci, dopo che gli Stati avranno accettato una più ampia cessione di sovranità

 

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Nei giorni in cui si parla di uscita della Grecia dall’euro, l’Eurozona prepara il piano per diventare più forte nei prossimi dieci anni, pronta a sopportare meglio anche gli shock finanziari. I quattro presidenti Juncker (Commissione Ue), Tusk (Consiglio), Draghi (Bce), Dijsselbloem (Eurogruppo), coadiuvati da Schulz (Parlamento Ue), hanno anticipato la presentazione del rapporto a cui lavoravano da un anno e che prevede un’integrazione sempre più stretta dei Paesi che condividono la moneta unica, per far funzionare meglio un sistema che oggi procede a più velocità, mettendo a rischio la stessa Unione monetaria come dimostra la crisi greca. Il piano prevede due fasi: la prima, a Trattati invariati, parte dal 1 luglio, la seconda dal 1 luglio 2017 e prevede modifiche alla legislazione attuale.

UNIONE ECONOMICA. Per allineare le economie, nell’immediato si creerà un sistema di autorità per la competitività nella zona euro, e si applicherà fino in fondo la procedura per gli squilibri macroeconomici, sanzioni comprese, finora ignorate.

Scatteranno non appena si individuerà uno squilibrio. Ci sarà poi una maggiore concentrazione su occupazione e performance sociale, e un più ampio coordinamento delle politiche economiche nell’ambito di un Semestre europeo rinnovato e semplificato.

Nella fase 2, il processo di convergenza dovrebbe diventare più vincolante, fissando un insieme comune di standard di alto livello da inserire nella legislazione europea.

UNIONE FINANZIARIA. Si completerà l’Unione bancaria, dando vita sia al meccanismo di finanziamento ponte per il Fondo salva-banche che al suo ‘backstop’, cioè il finanziamento di ultima analisi che interviene quando finiscono i fondi comuni.

Prima c’erano gli Stati, ora deve intervenire qualcos’altro.

Sempre nell’ottica della messa in comune di risorse, si pensa anche ad un sistema comune di garanzia dei depositi e alla ricapitalizzazione diretta delle banche da parte del fondo Esm, da sempre un tabù.

UNIONE DI BILANCIO. Nascono le ‘sentinelle dei conti pubblici’, cioè un nuovo Comitato consultivo che valuterà la performance dei bilanci e la loro esecuzione, per vedere se sono in linea con gli obiettivi economici e le raccomandazioni.

Inoltre, si vuole creare una ‘Funzione di stabilizzazione macroeconomica per la zona euro’, che non è il Fondo monetario europeo ma qualcosa di simile, che all’inizio potrebbe essere rappresentato dal fondo per gli investimenti del piano Juncker (Efsi).

RAFFORZAMENTO ISTITUZIONALE E CONTROLLO DEMOCRATICO. Ci sarà una riorganizzazione complessiva del semestre europeo in due fasi successive: una prima fase dedicata alla zona euro nel suo complesso, una seconda sui singoli Paesi. Il Parlamento europeo discuterà delle raccomandazioni sia prima sia dopo la loro pubblicazione, e vi saranno interazioni più sistematiche tra Commissari e Parlamenti nazionali. Sarà poi potenziato il ruolo d’indirizzo dell’Eurogruppo e nel lungo periodo sarà reso permanente il suo presidente. Sempre nella seconda fase si pensa alla nascita un Tesoro unico dell’Eurozona, dove prendere alcune decisioni fiscali e sui bilanci, dopo che gli Stati avranno accettato una più ampia cessione di sovranità. (ANSA).



   

 

 

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