Scandalo Fifa, Putin: “Vogliono togliere i mondiali alla Russia”

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Dura presa di posizione di Vladimir Putin contro l’inchiesta americana sulle tangenti Fifa. Il presidente russo ha definito “a dir poco strani” gli arresti di sette dirigenti della federazione mondiale di calco eseguiti a Zurigo, a suo avviso “un tentativo degli Stati Uniti di estendere la sua giurisdizione ad altri Stati“. Il capo del Cremlino ha sottolineato infatti che gli Usa “non hanno nulla a che fare con le questioni della Fifa” e “i dirigenti arrestati non sono cittadini statunitensi”.

Per Putin la tempistica degli arresti, avvenuti a due giorni dal congresso della Fifa, “rappresenta un chiaro tentativo di impedire la rielezione di Sepp Blatter” a presidente.

RABBIA PUTIN – Gli arresti dei dirigenti della Fifa su richiesta dell’Fbi “rappresentano un palese tentativo di bloccare la rielezione di Sepp Blatter alla presidenza dell’organismo che governa il calcio mondiale”. Secondo il leader del Cremlino, Blatter fu inoltre oggetto di pressioni nella campagna per la rielezione alla presidenza della Fifa per revocare l’assegnazione alla Russia dei Mondiali di calcio del 2018. “Non ho dubbio che questo sia un palese tentativo di impedire a Blatter di essere rieletto alla carica di presidente della Fifa”, ha sottolineato Putin, “rappresenta inoltre una violazione grave dei principi di funzionamento delle organizzazioni internazionali”.

“PRESSIONI GIA’ NOTE” – Commentando l’inchiesta sullo scandalo corruzione che ha travolto la Fifa, Putin ha afferato che la Russia è inoltre a conoscenza delle pressioni ricevute da Blatter nella campagna alla rielezione alla presidenza. “Se non mi sbaglio”, ha ricordato, “l’elezione del presidente Fifa è prevista per venerdì e Blatter ha tutte le possibilità di essere rieletto. E sappiamo delle pressioni che gli sono state fatte per revocare l’assegnazione dei Mondiali 2018 alla Russia”.

L’Asia contro il rinvio delle elezioni e conferma Blatter

Intanto se la Uefa chiede il rinvio delle elezioni, la Confederazione del calcio asiatico si oppone e si schiera al fianco di Joseph Blatter. Dopo lo scandalo e’ scontro anche tra le diverse componenti continentali del calcio. Ieri quella europea ha chiesto di annullare il congresso e di rinviare di sei mesi le elezioni presidenziali, oggi la replica e il no dall’Oriente.

“Via Blatter”, reclama la federcalcio inglese

A reclamare le dimissioni di Blatter e’ invece il leader della federcalcio inglese (Fa), Greg Dyke. “Non c’e’ modo di restaurare la fiducia nella Fifa se Blatter resta al suo posto – ha avvertito Dyke – deve andarsene rassegnando le dimissioni oppure non deve essere votato o altrimenti occorre trovare una terza via” per cacciarlo. I funzionari della Fifa sono riuniti a Zurigo, dove ieri mattina all’alba e’ scattato il blitz degli Usa, perche’ il 29 maggio sono in calendario le elezioni per il nuovo presidente, per il momento confermate nonostante le indagini e gli arresti. La Uefa, l’organo di governo del calcio europeo, ha chiesto che le elezioni vengano posticipate segnalando che, se la data sara’ confermata, potrebbe decidere di boicottarle.

Intanto dagli sponsor si leva un monito: se la Fifa non cambiera’ colossi come Visa e Nike sono pronti a sfilarsi. La Fifa nel solo 2014 ha incassato 162 milioni di euro dai suoi partner di vecchia data come Adidas, Coca-Cola, Emirates, Hyundai, Sony e Visa, piu’ altri 120 dagli sponsor dei mondiali in Brasile.



   

 

 

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