Gesuiti non vogliono fermare Mare Nostrum. “No alla paura del diverso, dello straniero”

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20 nov 2014 – “Dopo un anno in cui l’Italia si e’ adoperata per salvare migliaia di vite umane nel Mediterraneo, l’operazione Mare Nostrum e’ stata interrotta. L’operazione Triton che e’ subentrata ha un raggio di azione molto piu’ ridotto e l’obiettivo primario di controllare le frontiere esterne dell’Unione Europea. Ancora una volta, gli interessi economici sembrano prevalere su tutto e i diritti e la vita stessa delle persone sono di fatto messi in secondo piano”.

Lo ha detto padre Camillo Ripamonti, nuovo presidente Centro Astalli (servizio dei gesuiti per i rifugiati in Italia) ad un convegno per il 34esimo anniversario del Jesuit Refugee Service (Jrs) alla presenza del preposito generale dei gesuiti, Adolfo Nicolas, e del portavoce vaticano, Federico Lombardi, che si e’ svolto in serata alla sera della Curia generalizia della Compagnia di Gesu’.

“In un momento in cui il grido di chi fugge da guerre e persecuzioni, vittime innocenti di crisi umanitarie gravissime, si leva ancora piu’ forte proprio non lontano dai nostri confini, la risposta dell’Europa e dell’Italia ci appare piu’ che mai esitante e contraddittoria”, ha detto il gesuita succeduto a padre Giovanni Lamanna. “Le violenze che hanno interessato alcuni quartieri della periferia romana nelle ultime settimane, coinvolgendo residenti e rifugiati di centri accoglienza – ha detto ancora il gesuita in riferimento alle vicende di Torsapienza – interrogano profondamente. Viviamo tempi in cui la grave incertezza sul futuro alimenta molte paure, prima fra tutte la paura del diverso, la paura dello straniero. Un’Europa preoccupata esclusivamente di difendere i propri confini a qualunque costo contribuisce di fatto a rafforzare i timori e i pregiudizi, a costruire l’immagine di un nemico che arriva dall’esterno per minacciare la nostra sicurezza”



   

 

 

1 Commento per “Gesuiti non vogliono fermare Mare Nostrum. “No alla paura del diverso, dello straniero””

  1. Ci lamentiamo degli Immam, dei talebani, degli ayatollah, ma i fanatici fondamentalisti cattolici e traditori dell’Italia li abbiamo in casa: a loro interessano i martiri cristiani. Il rispetto degli italiani che subiscono tutte le angherie possibili da quando sono arrivati i barbari invasori, per loro non è mai esistito. Sono loro la feccia che sta distruggendo la nostra società, mentre le altre Nazioni stanno attuando misure per limitare l’accesso degli stranieri.

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