
(tgcom24.mediaset.it) – Diversi punti fermi e apparentemente inamovibili. Questo il primo assaggio che Elly Schlein ha regalato nella sua relazione al partito, approvata all’unanimità (ma senza la partecipazione dell’ala riformista) dalla direzione del Pd. Il messaggio più forte lo ha dedicato – un po’ a sorpresa -ai suoi probabili alleati futuri del campo largo: “Il programma si scrive con tutta l’alleanza, sapendo bene che bisogna essere inclusivi, ma che non è che uno vale uno in quella discussione. Perché a noi non ci ha regalato niente nessuno, se siamo saldamento il primo partito dell’opposizione ce lo siamo guadagnati col sudore e con l’impegno”, ha detto parlando al Nazareno. “Generosi sì, ingenui no”.
Il peso specifico nel campo largo: “Abbiamo il doppio dei voti”
Insomma, il messaggio di Elly Schlein al campo largo è già preciso e rigido: noi siamo il primo partito nei sondaggi – e non di poco – quindi il nostro parere conta di più. Proprio in nome di quel “sudore” con cui il Pd è riuscito a “convincere le persone una per una che ci hanno consegnato il doppio dei voti delle altre forze, alle europee alle regionali e alle comunali”.
Schlein ha poi aggiunto: “Se fossimo rimasti a gennaio 2023, con il Partito democratico al 14% dei sondaggi, quindi seconda forza di opposizione… Pensate se avremmo avuto lo stesso dibattito oggi. Io penso di no. In qualsiasi altro paese europeo non ci sarebbe stata questa discussione perché è normale che guidi il partito che prende un voto in più: non è egemonia, è democrazia”. La leader del Pd si è però comunque detta disponibile alle primarie: “Se le faremo, le vinceremo insieme”.
Elezioni 2027: “Possiamo vincere”
Per quanto riguarda le prossime elezioni, Schlein si è detta assolutamente fiduciosa: “Siamo un gruppo dirigente che dirige e che non si fa portare a spasso da nessuno e che insieme si candida a guidare l’alleanza e a guidare il Paese. Dopo vent’anni abbiamo la possibilità di vincere le elezioni, di portare il cambiamento, di migliorare la vita delle persone. Andiamo a vincere”. E ha esortato tutti i compagni di partito a stringere i denti per la volata finale, che porterà alle urne nel 2027: “Abbiamo davanti dei mesi che decideranno il futuro dell’Italia e dell’Europa”.
Il dubbio dello Stabilicum: “No a governo di larghe intese”
È ancora però da definire con quale legge elettorale si andrà a votare. Contro lo Stabilicum, ha ricordato la segretaria dem, “abbiamo fatto muro con le altre opposizioni e continueremo a fare muro. Compattamente voteremo contro questa legge e faremo di tutto per mandarli sotto come abbiamo fatto a luglio”.
Ma per il post elezioni, il futuro è ancora molto fumoso: “C’è qualcuno che ti fa il pareggio e che pensa sempre che sarebbero meglio le larghe intese. Allora forse sarebbe meglio un leader disponibile alle larghe intese. Mi dispiace deluderli, ma l’impegno che abbiamo preso con i nostri elettori è chiaro: noi andremo al governo solo vincendo le elezioni con la nostra alleanza progressista, che vi piaccia o no”.
Sul programma, come anticipato lanciando i primi chiari messaggi al campo largo, si dovrà lavorare tutti insieme: “Sia un patto vincolante con tutti e con tutte. Un patto con gli italiani. Prima il programma comune, poi la guida, perché chi guida deve guidare tutta l’alleanza, non solo un partito”.
