Israele, Corte Suprema inizia udienze per esclusione partiti arabi dalle elezioni

Benjamin Netanyahu

La Corte Suprema israeliana, in un collegio di nove giudici, ha iniziato le udienze sulla squalifica di due candidati e di due partiti arabi dalle elezioni del 27 ottobre, avvenuta la settimana scorsa da parte della commissione elettorale centrale.

L’udienza attualmente in corso riguarda il caso di Sami Abu Shehadeh, già parlamentare per Balad; successivamente verranno presentati i ricorsi sul parlamentare di Hadash Ofer Cassif, sulla Lista Araba Unita (che unisce tre partiti arabi) e sul partito islamico Ra’am di Mansour Abbas. Nel caso di Abu Shehadeh, ad argomentare in tribunale a nome del suo partito, che ha presentato la domanda di squalifica, è il ministro di ultradestra Itamar Ben Gvir.

Secondo le stime, basate sui precedenti degli anni passati, tutte le decisioni verranno ribaltate dalla Corte, e l’interrogativo rimane incentrato principalmente sul caso di Abu Shehadeh, in quanto è l’unico caso la cui squalifica è stata appoggiata anche dalla procuratrice generale Gali Baharav-Miara, a differenza degli altri. L’accusa ad Abu Shehadeh verte su un suo articolo, pubblicato l’8 ottobre 2003 sul giornale qatarino The New Arab, in cui alcuni passaggi sono interpretati come una forma di sostegno alla lotta armata contro Israele.

Negli ultimi vent’anni la commissione elettorale, organo politico, ha in ogni tornata elettorale invalidato diversi partiti tra quelli arabi e di estrema destra, ma la Corte Suprema ha sempre ribaltato le decisioni, con un’unica eccezione nel 2019 in cui venne confermata la squalifica del deputato di estrema destra Michael Ben Ari, per incitamento al razzismo.
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