Danneggiati da vaccino: non c’è più tempo per i Ponzio Pilato!

Ponzio Pilato

di Manola Bozzelli e Valeria Panetta – All’ indomani dell’indecorosa commedia degli orrori messa in scena da certa becera politica, iniziata l’11 settembre scorso in occasione del convegno “Il cammino nella luce”, svoltosi a Milano, all’interno del Palazzo Pirelli -sede della Regione Lombardia – riteniamo doverosa una riflessione: per scopi squisitamente politici -di tutte le fazioni- si è consumato uno degli atti più spregevoli di mercificazione del dolore, della malattia, della invalidità, il tutto per tornaconti elettorali di ciascun partito, a suo modo.

Analizziamo i fatti, gli antefatti e, soprattutto, l’epilogo

Ciò che salta all’occhio in maniera prepotente e sconcertante è l’attacco che il PD -capogruppo lombardo Pierfrancesco Majorino, prima, segretario nazionale Elly Schlein, dopo- sferra ai danneggiati da vaccino covid, tra i promotori del convegno in corso e in cui, tra l’altro, si fa richiesta espressa di riconoscimento della situazione di infermità post vaccinazione covid e, per l’effetto, si chiedono cure a carico del SSN.

Il gruppo dei danneggiati viene, sulle prime, definito dagli esponenti del PD, paradossalmente e distopicamente, “no vax” per poi, l’indomani, essere dipinto come un gruppo di facinorosi aggressori (in sedia a rotelle!) che addirittura “è andato a cercarli” (espressione che ricorda le reprimende delinquenziali di regolazione dei conti!) ai piani alti, facendo irruzione, aggredendo verbalmente e urlando in cerca di un confronto che non gli sarà mai concesso. Il PD tuona “Questo non è confronto noi non ci faremo intimidire”. Superfluo ricordare a soggetti che scambiano delle persone danneggiate dal vaccino per “no vax”, che le Istituzioni hanno funzione servente per il Popolo Sovrano e che ascoltare le istanze dei cittadini è un loro precipuo dovere.

E’ fin troppo evidente il gioco del PD, che ha usato la vicenda per dar contro alla fazione opposta -Lega e Fratelli d’Italia- attaccando rispettivamente Emanuele Monti e Christian Garavaglia, rei di aver concesso la sala del palazzo Pirelli per il convegno: definendolo provocatoriamente e dispregiativamente (oltre che paradossalmente) “no vax”, il PD ha cercato di sferrare un colpo agli antagonisti della politica per guadagnare, banalmente, consensi elettorali. E chi se ne importa se a farne le spese sono cittadini ammalati che la sinistra non riconosce come portatori del diritto alla salute e alle cure e che non solo infama e istiga (attenuante giuridica della reazione) quanto -e gravemente- disconosce, ridicolizza, ignora!

Per contro, ci si impone una riflessione di fronte al contegno di Lega e Fratelli d’Italia -nelle persone dei rispettivi capogruppi Emanuele Monti -presidente della commissione sostenibilità sociale, casa e famiglia (Lega) e Christian Garavaglia, tacciati dal PD -quasi a doversene vergognare- come gli empi concessori della location per il convegno, all’interno dell’evidentemente intoccabile palazzo Pirelli (luogo deputato a tutelare la salute di tutti i cittadini, senza distinzione tra quelli di serie A e quelli di serie… Z!)

Sulle prime, dunque, onore e merito a chi, con la propria sensibilità e senso del dovere, ha concesso spazio ad istanze fondamentali, vertenti sul diritto alla salute di quanti, dopo aver subito le imposizioni statali, che li obbligavano alla vaccinazione in cambio di lavoro e vita di relazione, hanno visto compromessa, definitivamente, la propria salute a causa di quelle vaccinazioni.

Ma non solo plausi. E non ci riferiamo al noto detto: “pensar male è sì peccato, ma ci si prende spesso”: qui si va ben oltre!

Quel giorno, il convegno subiva una prima censura proprio da parte dei concessori dei locali: semaforo verde alle istanze dei danneggiati, rosso al tema delle morti covid a causa dei protocolli sbagliati e quel cartellone riferito a questi ultimi veniva oscurato. Inaccettabile!

Non solo. La presenza al convegno da parte dei buoni samaritani -alias concessori della sala- durava il tempo dei saluti iniziali e poi, anche quella parte della politica, si dileguava, pilatescamente.

L’atto finale era anche peggio: dopo le invettive del PD contro i “vaccinati-no vax” definiti aggressivi e intimidatori, abbiamo assistito alla dichiarazione di Emanuele Monti (finora non smentita), riportata da Il Fatto Quotidiano, all’indomani del convegno: “Chi insulta ha sempre torto. Per questo condanno fermamente quanto accaduto ed esprimo la mia solidarietà ai funzionari coinvolti”. Neanche un dubbio su quanto riportato artatamente dal PD -la cui attendibilità, al riguardo, è quella di chi ha etichettato “no vax” delle persone vaccinate e danneggiate- ha sfiorato Monti che ben avrebbe dovuto usare il congiuntivo e il condizionale al riguardo.

Una cosa la dice e bene: “La mia posizione significa riconoscere il diritto di affrontare e discutere un tema che riguarda persone e famiglie che meritano ascolto”, pur standogli a cuore mettere in chiaro che la sua presenza non significa condividere ogni posizione emersa nel corso del convegno: peccato che non conosca neppure quelle posizioni, perchè la sua presenza si è conclusa alla consegna del locale!

E allora la riflessione è un’altra e, a questo punto della storia, le cose vanno dette con franchezza. Dopo sei anni di studi indipendenti, di istanze legali e civili, di ricerca scientifica priva di conflitti di interesse, di linee guida per le cure covid sbagliate, di radiazioni punitive di sanitari, rei di aver curato pazienti al di là di quelle linee guida e di aver messo in discussione la certezza dell’efficacia e della sicurezza delle vaccinazioni covid, e dopo quanto emerge giorno per giorno ad ogni audizione della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul covid e, a livello internazionale, dalle vergognose vicende che hanno avuto protagonista Anthony Fauci, la dignità di chi -cittadini, professionisti, associazioni- non è rimasto acquiescente alla narrativa istituzionale, politica e mediatica non è più oggetto di baratto al ribasso nè di squalifica, men che meno di censura. E così è per coloro che, piegati a quella narrativa, ne hanno subito le conseguenze peggiori sulla propria salute.

La politica va così: ci si è accorti che il movimento dei Resistenti, dall’era covid in poi, non è affatto scemato ed è invece diventato un’onda altissima, ma tutt’altro che anomala. Per qualcuno, in tempo di nuove campagne elettorali, val la pena accaparrarsene le simpatie. Così, alla spicciolata, viene lanciata ogni tanto una briciola sotto il tavolo a quei poveretti che, pur di ottenere un posto nelle sale istituzionali e avere l’occasione di far sentire la propria voce, accettano di camminare in punta di piedi. Ma nessuno -salvo preziose eccezioni- neppure la mano che lancia la briciola, è interessato ai contenuti di quelle parole, di quegli studi, di quelle ricerche, nè comprende la profondità di quel vuoto, di quelle esclusioni e di quella malattia.

La verità è che la dignità bussa alla porta prepotentemente e il tempo di passare dalla porta riservata alla servitù è scaduto. Chi ha scelto liberamente -perchè la Costituzione italiana lo proclama diritto- a quali trattamenti sanitari votarsi e chi, all’opposto, ha accettato le imposizioni ricattatorie sottoponendosi docilmente a quei trattamenti, vedendo a seguito di ciò, la propria vita devastata per sempre, merita rispetto, riconoscimento, ascolto, cura e MAI disprezzo!

E’ tempo che la politica non usi più questo mare magnum di persone esclusivamente per i propri scopi elettorali, ma sia orgogliosa di camminarvi accanto, squarciando il velo dell’ipocrisia. Nei palazzi del potere non si entrerà più in punta di piedi ma con le proprie scarpe, fatte di passi, milioni di passi che hanno il peso dell’ esclusione a cui si è resistito, delle umiliazioni superate, di occasioni perdute e soprattutto di salute persa per sempre. E chi tende la mano a questa parte della cittadinanza, smetta di farlo senza assumersi responsabilità, in sordina o solo fugacemente. In un’epoca in cui non esistono più le mezze stagioni sono mal tollerate le mezze misure. Nessuno può offendere chi ha resistito alle menzogne, nè chi da quelle è stato ingannato.

Inizia una nuova era: o con noi o contro di noi!

Manola Bozzelli e Valeria Panetta Per Associazione Arbitrum PSG