Ucraina, spunta l’ipotesi di legalizzare il porno per finanziare la guerra

attacco porno

(https://tg24.sky.it) – In Ucraina la pornografia è un reato: non solo la produzione e la distribuzione, ma anche il possesso di materiale pornografico può essere punito. E anche i “creator” che realizzano contenuti per piattaforme come OnlyFans rischiano fino a 7 anni di carcere. Ma la guerra sta prosciugando sempre più le finanze del Paese, nonostante il sostegno economico e militare degli alleati occidentali: proprio ieri il presidente Volodymyr Zelensky ha spiegato che il conflitto, probabilmente, continuerà anche durante l’inverno. Così, per aumentare le risorse a disposizione della Difesa, in Parlamento è allo studio una proposta che punta a legalizzare la pornografia e a trasformare in gettito fiscale un’industria che oggi opera in gran parte nell’economia sommersa.

Quanto vale l’industria del porno in Ucraina

Il punto di partenza della proposta è che il mercato esiste già ed è tutt’altro che marginale. Secondo i dati ottenuti dalle autorità fiscali ucraine dalla britannica Fenix International, società madre di OnlyFans, nel solo 2023 7.900 ucraini hanno incassato più di 131 milioni di dollari attraverso la piattaforma. Una cifra che fotografa soltanto una parte dell’industria e che ha attirato l’attenzione del Fisco di Kiev.

Che, dopo aver letto quei dati, ha iniziato a chiedere ai creator di dichiarare i loro guadagni. Il problema è che, nell’attuale quadro legislativo, dichiarare il reddito derivante dalla produzione di contenuti pornografici espone al rischio di essere processati per pornografia.

Una contraddizione che è al centro della proposta sostenuta da Yaroslav Zhelezniak, deputato dell’opposizione e presidente della commissione Finanze del Parlamento ucraino. “Queste donne o non pagano le tasse e affrontano accuse penali per questo, oppure pagano le tasse e vengono accusate di aver violato le leggi sulla pornografia”, ha spiegato al Wall Street Journal. “È una situazione tragicomica”.

Trentamila droni dalle tasse sul porno

La legalizzazione avrebbe quindi innanzitutto un obiettivo economico: portare alla luce un’attività che già produce reddito e sottoporla a un regime fiscale regolare. Zhelezniak stima che la legalizzazione potrebbe generare fino a 25 milioni di dollari l’anno di entrate fiscali. Un gettito decisamente modesto rispetto alle dimensioni del bilancio di guerra, ma non irrilevante in un Paese sottoposto a una pressione finanziaria enorme.

L’Ucraina stima infatti in circa 120 miliardi di dollari l’anno il fabbisogno per la Difesa. I 25 milioni che potrebbero arrivare dalla tassazione dell’industria pornografica rappresenterebbero quindi una frazione minima di quella cifra. Ma secondo Zhelezniak potrebbe comunque aiutare. Quel gettito, secondo le sue stime, sarebbe ad esempio sufficiente a finanziare “circa 30mila droni” per le forze ucraine. […]