Il Questore della Provincia di Brescia Paolo Sartori, a seguito della segnalazione pervenuta dalla Polizia Locale di Rezzato e delle attività istruttorie effettuate dalla Divisione Anticrimine della Questura, ha emesso nei confronti di un uomo ed una donna rom entrambi 36enni con cittadinanza romena, domiciliati a Milano e con a proprio carico numerosi precedenti penali e/o di Polizia per specifici reati contro il patrimonio e truffa aggravata, – in conformità con quanto previsto dal Codice delle Leggi Antimafia – la Misura di Prevenzione Personale del Foglio di Via Obbligatorio con conseguente DIVIETO di RITORNO nel COMUNE di REZZATO per i prossimi 3 anni. In caso di violazione del Provvedimento del Questore, le malviventi potranno essere condannate sino ad 1 anno e mezzo di reclusione ed alla multa di 10.000 Euro.
Lo scrive il sito della Polizia di Stato.
Costoro, nei giorni scorsi, erano stati denunciati alla Procura della Repubblica per il reato di esercizio molesto all’accattonaggio dagli Agenti del Comando della Polizia Locale di Rezzato, in quanto individuati nel parcheggio di un Esercizio Commerciale di quel Comune intenti a chiedere denaro dissimulando una raccolta fondi in favore di sedicenti Associazioni operanti nella gestione ed assistenza a persone affette da sordomutismo.
Costoro, nell’occasione, avevano esibito falsa documentazione con loghi correlati al mondo della disabilità, ed erano stati trovati in possesso di alcune centinaia di Euro in contati provento dell’attività truffaldina, immediatamente sottoposti a sequestro.
A seguito degli accertamenti effettuati era merso di come gli stessi fossero già destinatari di numerose denunce per reati commessi con le medesime modalità, responsabili altresì di sistematiche inottemperanze ai Provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria e delle Autorità di Pubblica Sicurezza.
Sempre il Questore, in virtù delle loro condotte illecite suscettibili ad arrecare pregiudizio all’ordine ed alla sicurezza pubblica oltre che all’incolumità delle persone, commesse approfittando della condizione di fragilità emotiva e di minorata difesa degli utenti, ha dato avvio alle complesse procedure finalizzate alla ESPULSIONE di CITTADINI COMUNITARI.

