Roma, svaligiano un van di lusso e scappano nel campo rom col bottino da 100mila euro

carabinieri refurtiva

Un blitz all’alba, un decreto di perquisizione firmato dalla procura di Roma e la scoperta, tra le baracche del campo di via Pontina, a Castel Romano, di parte della refurtiva sottratta lo scorso 12 agosto a una turista degli Emirati Arabi Uniti in via degli Annibaldi, nel cuore del rione Monti. È il bilancio dell’operazione condotta dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia Roma Centro, con il supporto delle Aliquote di Primo Intervento (A.P.I.) e dei militari della stazione di Tor de’ Cenci, che ha portato alla denuncia di due giovani – un 25enne e un 21enne, entrambi già noti alle forze dell’ordine – gravemente indiziati di ricettazione e furto pluriaggravato in concorso.

Il colpo in via degli Annibaldi

Tutto parte dal pomeriggio del 12 agosto scorso, quando ignoti forzano il finestrino anteriore destro di un van Mercedes in sosta in via degli Annibaldi, a poche decine di metri dal Colosseo, una delle zone più battute dal turismo internazionale della Capitale. Il mezzo era in uso a una donna arrivata dagli Emirati Arabi Uniti, che al momento del furto si trovava altrove insieme al gruppo con cui viaggiava. Quando torna al veicolo la donna trova il finestrino in frantumi e l’abitacolo svuotato: spariti borse, valigie, uno zaino, computer, telefoni, un tablet e soprattutto una quantità considerevole di gioielli e orologi di marca, oltre a documenti personali e carte di pagamento. Gli autori del colpo, secondo la ricostruzione degli investigatori, si sono poi dileguati a bordo di una Kia Sportage, verosimilmente utilizzata come auto di appoggio per il trasporto veloce della refurtiva.

Il valore complessivo di quanto sottratto, stimato dagli inquirenti sulla base delle dichiarazioni della vittima, si aggira intorno ai 100mila euro: un bottino che comprende, tra le altre cose, due borse, tre valigie, uno zaino, un computer Asus, un computer Hp, uno smartphone Samsung, una borsa Chanel, una borsa Dior, due braccialetti Van Cleef & Arpels, un orologio Robert Cavalli, un orologio Swarovski, uno smartwatch Huawei, una collana d’oro, anelli e bracciali sempre in oro, oltre a un secondo cellulare, un portafoglio e diversi documenti di identità e patenti intestati alla vittima e a un’altra persona del suo entourage.

Un episodio che, per l’entità del danno e le modalità con cui è stato messo a segno, rientra nella casistica dei furti “mordi e fuggi” ai danni di turisti che da anni interessa il centro storico e le arterie di scorrimento più frequentate dai visitatori stranieri, spesso presi di mira mentre si trovano temporaneamente lontani dai propri mezzi.

L’individuazione dei due sospettati

Nei giorni successivi al furto, i carabinieri avviano un’attività investigativa che, attraverso l’analisi di immagini di videosorveglianza, riscontri testimoniali e altri elementi raccolti sul posto, porta a individuare due possibili responsabili: un giovane di 25 anni e uno di 21, entrambi già conosciuti dalle forze dell’ordine per precedenti specifici.

Gli elementi raccolti vengono trasmessi alla procura di Roma che, ritenendo sussistente il fondato motivo che nelle disponibilità dei due indagati potessero trovarsi oggetti rubati, dispone la perquisizione nei loro confronti.

Il blitz nel campo di via Pontina

All’alba di lunedì i militari fanno così irruzione nell’insediamento di via Pontina, nel campo di Castel Romano, dove risultano residenti entrambi gli indagati. L’operazione coinvolge anche le Aliquote di Primo Intervento dai carabinieri, chiamati a presidiare l’area durante le fasi della perquisizione.

Il decreto viene notificato al 25enne, rintracciato e presente al momento del blitz, mentre il 21enne risulta al momento irreperibile: per lui le ricerche, fanno sapere gli investigatori, proseguono.

Durante la perquisizione, estesa alle baracche nella disponibilità dei due giovani, i militari recuperano parte della refurtiva sottratta il 12 agosto: tra gli oggetti ritrovati, secondo quanto emerso, ci sono una borsa firmata, un orologio di valore, un bracciale in oro e una giacca, riconducibili al furto di via degli Annibaldi.

Non solo. Nel corso delle ricerche vengono rinvenuti anche gli indumenti che, secondo gli inquirenti, il 25enne indossava al momento del furto, nonché un vero e proprio corredo da scasso composto da punte da trapano, pinze e cacciaviti, materiale che gli investigatori ritengono compatibile con le modalità utilizzate per forzare il finestrino del van in via degli Annibaldi.

Un rilevatore da 15mila euro

Tra il materiale sequestrato spicca un oggetto particolare, che non rientra nell’elenco della refurtiva sottratta alla turista: un rilevatore professionale della qualità dell’aria, strumento tecnico il cui valore è stato stimato dagli inquirenti in circa 15mila euro. Il ritrovamento, la cui origine è ancora da chiarire, contribuisce ad alzare sensibilmente il valore complessivo di tutto ciò che è stato recuperato durante l’operazione, che secondo una prima stima dei carabinieri si aggira intorno ai 30mila euro.

Le accuse e la posizione dei due giovani

Al termine delle operazioni, il 25enne e il 21enne sono stati formalmente indagati per concorso in furto pluriaggravato e ricettazione. Il furto di via degli Annibaldi si inserisce in un fenomeno che da tempo interessa le zone a più alta densità turistica della Capitale, dal Colosseo a piazza di Spagna, passando per l’area dei Fori e i parcheggi utilizzati da van e pullman turistici. Auto e mezzi con targhe straniere, spesso lasciati incustoditi per il tempo di una visita, restano un bersaglio ricorrente per chi agisce con lo scopo di sottrarre, in pochi minuti bagagli, documenti e oggetti di valore custoditi all’interno.

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